domenica 10 dicembre 2017

Serie "Catto Prog" n. 12 - Controcorrente - 1979 - Controcorrente (vinyl)


TRACKLIST:

01. Controcorrente
02. L'amico
03. Un nuovo giorno
04. Se volo con lo sguardo
05. Inno
06. E' l'amore
07. Hai mai visto?
08. Prigioniero d'amore
09. La voce
10. Tu!


FORMAZIONE

Massimo Ruggeri - voce solista, piano, organo, synth, violino, viola
Roberto Pilloni - voce, basso, chitarra
Sandro Scoccia - voce, percussioni
con
Luciano Ridolfi, Franco Nocera - voce, violino
Marco Carpita - violino
Aldo Gallozzi, Carmelo D'Antone - percussioni
Carlo Salvoni - voce



Questo è un piccolo post di passaggio, un "postino", come la chiamo io, nell'attesa di ultimare qualcosa di di più laborioso che ancora giace tra le bozze. Premetto che di questo gruppo e del loro eponimo unico LP ne so pochissimo. L'album, pubblicato dall'etichetta EUN Records e mai ristampato in CD, da alcuni (vedi Discogs) viene attribuito al suo "leader", il cantante e polistrumentista Massimo Ruggeri (che è anche autore dei testi). Sempre nel 1979 "Controcorrente venne pubblicato anche su musicassetta.


Peccato non saperne di più. I 10 brano sono assolutamente godibili e spaziano dal soft prog (grazie ad un buon uso delle tastiere e del synth) al country (come nel brano di apertura) con  belle voci e cori. Insomma, non un capolavoro, ma certamente uh album che ha la sua dignità. Buon ascolto

Link

Post by George

giovedì 7 dicembre 2017

Ars Nova (Italy) - 2002 - Ars Nova (registrazioni studio e live dal 1974 al 1979) plus Ars Nova & Gerard (Japan)- 1999 - Keyboards Triangle

Si tratta di un post piuttosto curioso che vede come protagonisti due gruppi omonimi, anche se collocati agli antipodi. Nel vasto pianeta musicale non è cosa rara trovare due gruppi con lo stesso nome. Ebbene, in questo caso abbiamo tra le mani due Ars Nova, i primi italianissimi, i secondi (ma trattasi di un trio femminile) giapponesi (che condividono questo loro raro album con i conterranei Gerard). Per la cronaca mentre il primo disco esce dai miei cassetti, il secondo è un omaggio del nostro impareggiabile amico Osel. 

Le ragioni per cui ho deciso di postare anche l'album delle due band giapponesi risiedono nel fatto che ben tre delle sette cover presenti, appartengono a gruppi prog italiani.

From George archives

Ars Nova - 2002 - Ars Nova
(registrazioni studio e live 1974-1979)


TRACKLIST:

01. Introduzione
02. Immagine onirica di un amore al quarzo
03. Museo
04. Caligola
05. Sogna
06. Messalina
07. Katia e il protettore
08. Felicità
09. Messalina moderna
10. I sogni di una star
11. La mia vita


MUSICISTI:

Stefano Piergiovanni - basso
Amedeo Scacco - batteria (5)
Stefano Falcone - batteria (1, da 8 a 11)
Stefano Riccioni - batteria (da 2 a 4, 6,7)
Pietro Eugeni - chitarra (da 2 a 10)
Romano Carboni - chitarra (1, 11)
Pasquale Del Duca - tastiere (1, 11)
Riccardo Gnerucci - tastiere (1, da 9 a 11)
Silvano Melgiovanni - tastiere (5)
Luigi Piergiovanni - voce, tastiere


Scopiazzo quanto riportato da Augusto Croce sulla sua bibbia Italian Prog, circa la stringata biografia degli Ars Nova. Si tratta di un quartetto romano formatosi nel 1974 dai fratelli Piergiovanni, provenienti dalla Cassa del Comune Accordo. Ebbero l'opportunità di incidere solamente due 45 giri, Who Are You Kidding? / A Virgin case nel 1977 e Due corpi in armonia / Moquette nel 1978, entrambi pubblicati dall'etichetta Mia. Solo nel 2002 la Mellow renderà loro giustizia pubblicando un CD contenente tracce inedite in studio e live comprese tra il 1974 e il 1979.  I brani degli esordi, specie quelli live, sono di stampo progressive, mentre con il passare degli anni gli Ars Nova hanno optato per un genere pop, decisamente più annacquato e commerciale. Il CD ne è una testimonianza. Dopo alcuni cambi di formazioni, il gruppo si è sciolto definitivamente nel 1980. Attualmente - si legge ancora su Italian Prog - Luigi Piergiovanni è ancora nel settore discografico attraverso l'etichetta indie Interbeat, di cui era titolare con il fratello Stefano, scomparso nel 2001. 



From Osel archives 

Ars Nova & Gerard - 1999 - Keyboards Triangle 


TRACKLIST:

01. Gerard  - Toccata  (Emerson, Lake & Palmer)  7:37  
02. Ars Nova - Birds Medley: Bourrée-First Avenue-King Bird (Trace)  7:50  
03. Gerard - La conquista della posizione eretta (Banco del Mutuo Soccorso)  8:23  
04. Ars Nova  - Epilogo (Il Balletto di Bronzo)  6:18  
05. Gerard - Catherine Parr  (Rick Wakeman)  6:23  
06. Ars Nova - Tarkus  (Emerson, Lake & Palmer)  12:17  
07. Gerard - Four Holes In The Ground  (Premiata Forneria Marconi)  6:06  


ARS NOVA - LINE UP

Keyboards – Keiko Kumagai, Mika Nakajima
Drums - Akiko Takahashi
Bass - Kyoko Kanazawa (track 4), Noburo Nakajima (track 2) 


GERARD - LINE UP

Keyboards - Toshio Egawa
Drums –  Masuhiro Goto 
Bass – Atsushi Hasegawa  


Questo raro CD intitolato "Keyboards Triangle" venne pubblicato in Francia (etichetta Musea) e in Russia (dalla G&P Essential Music) nel 1999 e mai più ristampato. I protagonisti sono due gruppi progressive rock giapponesi, in formazione a trio, le Ars Nova trio femminile) e i Gerard (trio maschile), che si dividono, quasi equamente secondo una logica di genere, le sette tracce presenti sull'album. Le cover vogliono essere un tributo ai gruppi - a loro modo di vedere - più significativi nel panorama del progressive, in cui domina l'uso delle tastiere. E' un piacere vedere riconosciuti gli indiscussi meriti del Banco del Mutuo Soccorso, Balletto di Bronzo e PFM al fianco di "mostri sacri" quali Emerson, Lake & Palmer, Rick Wakeman e Trace. Non so se vi ricordate di questi ultimi: erano una band classic prog olandese fondata dai due Van Der Linden, Rick degli Ekseption e Pierre dei Focus, con all'attivo tre album dal 1974 al 1976. Per dovizia di particolari ricordo che le cover del Banco e del Balletto erano già apparse nel cofanetto tributo "Zarathustra's Revenge" del 1991. 
Non è album "made in Italy", lo so, ma è una buona occasione per riascoltare dei grandi classici del passato, suonati peraltro in modo impeccabile. 
Buon ascolto.


Gerard
Ars Nova 

Post by George - Music by George & Osel

martedì 5 dicembre 2017

Luis Bacalov e Giovanni Tommaso - 1979 - Sincretic 1



TRACKLIST :

1 Tangosaìn
 2 Tristies
3 Gabo
4 Puente a 6-8
5 Ebonysation


Mi ha molto meravigliato, ma sia detto senza alcuna vena polemica, il non vedere nella StratoSfera alcun cenno né tantomeno tributo al Maestro Luis Bacalov che qualche settimana fa ci ha lasciati all’età di 84 anni in quel di Roma. Un genio a 360 gradi, noto ai più per le innumerevoli colonne sonore, ove l’apice fu raggiunto col conseguimento del Premio Oscar nel 1996 per le musiche de "Il postino". Non voglio tediare, citando tutti gli altri film nei quali ha accompagnato le scene con i suoi tappeti musicali, bastino i registi che hanno avuto l’onore di impreziosire le proprie opere con le note del maestro, argentino di nascita ma italiano di adozione: Petri, Damiani, Zampa, Fellini e persino Pier Paolo Pasolini.

 Per noi, progster di razza, il Maestro lasciò il suo imprescindibile sigillo in tre lavori, tre colonne sonore (seppur la terza particolare) che credo, senza rischiare di essere accusato di semplicismo, io possa dichiarare a noi ben note: il "Concerto Grosso n.1" dei New Trolls, del 1971, per il film "La vittima designata", la colonna sonora del film "Milano Calibro 9" degli Osanna del 1972 ed infine "Contaminazione" de Il Rovescio della Medaglia nel 1973, pseudo colonna sonora di un immaginario lavoro cinematografico mai realizzato. Sempre per i New Trolls mise mano anche ai due successivi "Concerto Grosso n.2" del 1976 e, ahimè, "Concerto Grosso n.3" del 2014. Credo che il sottoscritto nulla possa aggiungere di quanto a voi amici già noto sui lavori qui sopra citati: se ne avete tempo e voglia, potete ascoltare la puntata di "From Genesis to revelation" del 20 Novembre dedicata a Bacalov e a questi lavori (qui il podcast).


Nel mio piccolo, ho voluto dedicare un ricordo al mestro, e così ho estratto dalla mia libreria questo lavoro del 1979, che vede Bacalov accompagnato da una nostra vecchia conoscenza, quel Giovanni Tommaso che credo non abbia bisogno di alcuna presentazione: come in quella famosa pubblicità di Tino Scotti (per noi non più giovanissimi): “Basta la parola!”, ovvero il Perigeo.

Mi preme sottolineare che ci troviamo di fronte ad un lavoro non proprio in linea con i nostri abituali stilemi, in quanto trattasi di Jazz. Nel libro di Francesco Mirenzi del 1997 "Rock Progressivo Italiano" (ed. Castelvecchi) Bacalov dichiarava: “Allora studiare il pianoforte per fare una carriera da virtuoso e allo stesso tempo frequentare gli ambienti di jazz e lavorare nella musica leggera per guadagnarsi la vita non era una cosa unica. C’erano tanti giovani per i quali queste separazioni non erano così nette. Era soprattutto un atteggiamento di apertura, perché se lavorare nella musica leggera significava sopravvivere, a frequentare il jazz non si guadagna niente”. Questo accadeva agli inizi della sua carriera, infatti ritengo questo lavoro una sorta di divertissement, da ascoltare anche da parte nostra con un approccio, diciamo così, easy e non particolarmente severo, considerando l’ambito nel quale stiamo pubblicando questo "Sincretic 1".


Poiché mi reputo davvero ignorante sul genere, mi permetto di riportare le note dell’autore
per quanto riguarda i 5 brani, note presenti sul retro di copertina :

"A proposito di titoli ed altro

Puente a 6/8 è una scommessa sulle possibilità di amalgama di alcune forme musicali
tradizionali provenienti dall’America Latina e dall’Africa. Queste musiche sono assai ricche
di accenti ritmici e tutte possono scriversi in notazione occidentale usando come unità di
misura il 6/8 (sei crome)…oppure il 3/4 o 3/4 + 6/8 a scelta del suonatore. Sul come e sul perché si devono scrivere in un modo o in un altro, c’è ancora chi polemizza, ma per fortuna i pezzi si sono salvati da questo “annegamento di fiume d’inchiostro”. A proposito, non è detto che la scommessa sia stata vinta.
L’”Ebony Concert” fu scritto da Igor Strawinsky per l’orchestra di Woody Herman nell’anno
1945 e inciso subito dopo da questa jazz band (nel ’44 il compositore aveva scritto sempre
per jazz band lo “Scherzo alla russa”). Già questo fatto singolare di sincretismo culturale “fa
sognare” (“fait rever”). Penso soprattutto a chi in generale ci fa ascoltare musica colta “dal
vivo” (a proposito com’è che nessuno suona Gershwin nei concerti? Sarà di cattivo gusto…).
Con Giovanni ci siamo divertiti ad effettuare un ripescaggio di certi materiali presenti
nell’Ebony Concert che secondo noi sono di matrice popolare nera (blues, marcette ecc.)
per ricreare con questo materiale quelli che chiamerei “schemi per variazioni”. Salvo certi appuntamenti fissi, pochi per la verità, il tutto viene di volta in volta improvvisato su questi “schemi per variazioni” secondo la tradizione dell’improvvisazione Jazzistica. E basta per Ebonysation.
Erdosain è un personaggio ricorrente in certi romanzi di Roberto Arlt, grande scittore
argentino. Io volevo chiamare il pezzo “TangArlt”, ma mi è suonato meglio, chissà perché, il
finale Sain (più buono di tango?). E’ probabile che in questo pezzo sia musicalmente esplicita l’idea generale che sta alla base di Sincretic 1 (percussione free su e nel ”tango”…?!).
Il “triste” è una forma musicale del folk argentino; il pezzo suonato da noi, nella seconda
parte, rimanda a queste musiche “tristi”. In più, i brandelli melodici presenti
nell’introduzione e nel finale si basano su scale musicali di negri, ebrei, indios. Basterà a
giustificare Tristies?
Gabo, pezzo che cavalca la negritudine dei Caraibi e del jazz, è anche soprattutto il nomignolo di Gabriel Garcia Marquez (“Cent’anni di solitudine”, “L’autunno del patriarca” ecc.). Gabo è nato nelle terre dove si suonano ballenatos e cumbias, ricordi ossessivi e ricorrenti di Gabo pezzo e di Gabo uomo.
Luis Bacalov"

Sempre sul retro di copertina, di fianco alla qui sopra disamina del Maestro Argentino, è presente un bell’articolo a nome di Nino De Rose, concedetemi di non riportarvelo, provate voi ad ingrandire eventualmente l’immagine per leggerne il contenuto. E’ tutto. Buon ascolto e questa volta un nuovo augurio di Buona Vita a Voi tutti. Frank-One



Post by Frank-One with a little Captain's help

sabato 2 dicembre 2017

Le antologie della Stratosfera vol. 38 - Margot - The "Divergo" Years: Il cammino dell'ineguaglianza (1975) - La follia (1976) - La Messa dei villani nella cattedrale degli ingegneri (1978) - vinyl

Margot nel 1961
BREVE PREMESSA
Questo post è rimasto a lungo nelle bozze, anche perché non sapevo da quale angolatura affrontarlo. Quando ho iniziato a lavorarci sopra mi sono reso conto che parlare di Margot in modo esaustivo avrebbe occupato troppo spazio col rischio di annoiarvi. E poi non amo molto le trattazioni enciclopediche. Insomma, non senza fatica, ho cercato di tracciare i tratti salienti di questa artista, proponendomi altresì di limitarmi a presentare i soli 3 dischi targati Divergo. Almeno in questo frangente ho cercato di evitare i post "a puntate". Alla fine il parto è stato decisamente lungo, con continui ripensamenti e revisioni del testo. Se vi annoierò vi prego di scusarmi fin da subito.


Margot, vero nome Margherita Galante Garrone, una tra le voci più appassionate del panorama musicale femminile, ci ha lasciati il 23 agosto di quest'anno, all'età di 76 anni. Si è parlato poco di Margot nel corso di questi ultimi anni, se no ricordandola per il suo luminoso passato, tranne negli ultimi mesi a seguito della sua scomparsa. Anche i suoi dischi non sono facili sa rintracciare sul web. Vediamo di fornire il nostro piccolo contributo a colmare la lacuna. Le ultime immagini ce la propongono nella sua casa, pieni di libri, con un teatrino di marionette nella sala, circondata da tantissimo gatti.

Come è facile evincere dal cognome, era la figlia (maggiore) del magistrato e uomo politico Carlo Galante Garrone e la nipote dello storico, Alessandro. Pochi significativi tratti per  ricordare Carlo: candidatosi come indipendente nelle liste del PCI, fu senatore dal 1968 al 1979 e deputato per una legislatura (1979-1983). Molti lo ricordano quale presidente della commissione sull'inchiesta SIFAR-De Lorenzo e per le sue battaglie a favore del divorzio e della riforma del codice penale. A Carlo Galante Garrone va anche il merito di avere denunciato il famoso "scandalo Lockeed" (i più grandi, come me, se lo ricordano bene) che si sarebbe concluso per la prima volta con il rinvio a giudizio per corruzione di alcuni ministri. Queste le gesta del padre. La piccola Margherita, che forse senza volerlo ha assorbito i valori della legalità e della giustizia trasmessi dal padre, inizia precocemente ad ascoltare e ad appassionarsi ai testi e alle musiche dei chansonnier francesi, primi fra tutti Georges Brassens (grande ispiratore anche di De André) e Boris Vian. Impara a suonare la chitarra e a reinterpretare i successi dei suoi idoli francesi.


La svolta artistica avviene grazie all'incontro con i maggiori esponenti del gruppo "Cantacronache". Letterati, poeti, musicisti, i torinesi "Cantacronache" si formano nel 1957 con lo scopo di valorizzare il mondo della canzone attraverso l'impegno sociale. Ispiratori della nutrita generazione di cantautori degli anni '60 e '70 (Tenco, De André, Guccini, De Gregori) si collocano fin da subito lontani anni luce dalla canzone melodica e di consumo italiana e dalle vetrine sanremesi per descrivere e denunciare la realtà di quei tempi, Veri e propri cronisti musicali  vengono subito emarginati e guardati con crescente sospetto dai perbenisti.

La giovane Margherita, che assume da allora il nome d'arte "Margot", condivide l'impegno sociale dei "Cantacronache" al fianco di Sergio Liberovici (che diventerà suo marito), Michele Straniero, Fausto Amodei, Mario Pogliotti, Emilio Jona e altri ancora.

I Cantacronache: da sx Srrgio Liberovici, Fausto Amodei, Michele Straniero e Margot
L'avventura dei "Cantacronache" dura una manciata di anni, dal 1957 al 1963. Wikipedia ci ricorda che l'intera collezione dei dischi e dei libri dedicati al gruppo è consultabile presso la Biblioteca Comunale delle Lame di Bologna. Su di loro è stato realizzato nel 2011 un documentario storico intitolato "Cantacronache 1958-1962: politica e protesta in musica" contenente interviste agli ex componenti e a numerosi testimoni.

Margot entra nella sala di registrazione per la prima volta nel 1961, al fianco dei "Cantacronache" Michele Straniero e Fausto Amodei, per realizzare un LP 10" intitolato "Canti della Resistenza spagnola 1939/1961". Il suo primo disco solista, quando è ancora una ragazzina diciottenne innamorata dei chansonniers francesi, è un EP datato 1961 dall'inequivocabile titolo "4 canzoni di Georges Brassenns".  Nel corso della sua carriera, seppur discontinua, collabora anche con Luigi Tenco e Giorgio Gaber. Proprio con Gaber appare in alcune trasmissioni televisive come "Canzoniere minimo". Margot ha inoltre avuto l'onore di vedere apparire note di copertina scritte da Italo Calvin sull'album di debutto. Questo suo primo 33 giri viene pubblicato nel 1963 ("Canzoni di una coppia") e contiene un brano piuttosto celebre, Le nostre domande, scritto dal poeta e critico letterario Franco Fortini, a detta dei critici il primo esempio di canzone proto femminista. La recensione di questo album la troverete sul blog "Le note di Euterpe".


La copertina del 33 giri del 1963 con le note di Italo Calvino
Dopo un periodo di relativa inattività artistica (nel frattempo è diventa mamma di Andrea Liberovici, anche lui in seguito cantautore e regista teatrale), Margot ritorna a incidere negli anni settanta, inaugurando l'etichetta Divergo di Mario De Luigi. Della Divergo, creata per promuovere musicisti "non commerciali", abbiamo già parlato in occasione di precedenti post. In questa occasione presenteremo i tre album incisi per questa etichetta dal 1975 al 1978. Non vorrei sbagliarmi ma nessuno di questi dischi è stato oggetto di ristampa, né in vinile né in CD. In ogni caso, per una approfondita lettura della biografia di Margot e per una migliore conoscenza  della sua discografia, vi rimando al sito ufficiale http://www.margotgg.it

Luigi Tenco con Margot
Margot - 1975 - Il cammino dell'ineguaglianza


TRACKLIST:

01. Précieux Jours (strumentale)  1:00
02. Errava per la foresta verde  2:27
03. Précieux Jours (strumentale)  0:26
04. Solo, ozioso, in pericolo sempre  2:38
05. Précieux Jours (strumentale)  0:24
06. Racconta lo scienziato  2:12
07. La bestia non sa della perfezione  2:40
08. Potrà esserci un uomo più forte di me?  2:45
09. Précieux Jours (strumentale)  0:22
10. L'uso del ferro e l'uso del pane  1:10
11. Occhi del popolo  2:21
12. Un tempo la ricchezza  2:50
13. Il selvaggio ozioso  2:42
14. Dalla nera tana  2:38
15. Précieux Jours (strumentale)  0:32
16. Un capo aveva detto  2:12
17. Précieux Jours (strumentale)  0:28
18. A voi la voce celeste  3:00
19. Précieux Jours  0:46


MUSICISTI

Margot - voce, chitarra
Fabio Di Stefano - chitarra
Ernesto Verardi - chitarra, chitarra 12 corde
Marco Ratti - basso
Giancarlo Barigozzi - flauto, sax
Virgilio Savona - tastiere, percussioni
Paolo Salvi - violocello


Si tratta di un concept album, formula che si ripeterà anche nei dischi successivi, basato sul tema dell'emarginazione e delle ineguaglianze, tratto dal "Discorso sull'origine e i fondamenti della diseguaglianza tra gli uomini" scritto da Jean-Jacques-Rousseau e pubblicato in Francia nel 1755. Margot fa sua la lezione di Rousseau laddove afferma che l'ineguaglianza non ha origine nella natura ma viene generata insieme alla formazione della società, divenendo illegittima e dannosa per la moralità e il benessere dell'umanità. Margot, da sempre donna battagliera, nel corso della sua vita ha sempre condannato l'ipocrisia, l'ingiustizia e la corruzione.

Nel disco interpreta le sue canzoni alla maniera dei chansonnier, prendendo le distanze dallo stile dei cantautori suoi contemporanei. Il disco è contraddistinto da ballate acustiche, dominate dalla voce calda di Margot, spesso sostenuta dalla sola chitarra. Altri brani sono musicalmente più complessi, dal sapore jazzistico, grazie alla presenza di fiati, tastiere e percussioni. Il fil rouge che lega i 19 brani è il breve inserto Précieux Jours, ora strumentale ora cantato, come nella traccia finale.

Margot - 1976 - La follia


TRACKLIST:

01. Parte I: un caso di paranoia (delirio per strategia) 
02. Parte II: un caso di malinconia


Altro concept album suddiviso in due lunghi brani, uno per ogni facciata. Può a ragione essere definito il disco più "difficile" della cantautrice torinese. Come in quello precedente gli arrangiamenti sono di Virgilio Savona. I musicisti non sono indicati. I testi sono sempre taglienti e provocatori, mentre la voce di Margot è sostenuta da una buona base ritmica composta da fiati, percussioni, chitarra e pianoforte. La prima traccia, dall'incedere marziale, con il rullare del tamburo, ci accompagna alla dolcezza della Parte II, decisamente più melodica, enfatizzata dalla presenza  del violino, del flauto e delle chitarre acustiche. Uno dei vertici della sua creatività.

Margot - 1978 - La Messa dei Villani nella Cattedrale 
degli Ingegneri


TRACKLIST:

01, Introito
02. Inno per la festa dei pietosi flagelli
03. Lettura dell'epistola
04. Antifona (ai potenti della Terra)
05. Lettura del Vangelo
06. Credo
07. Responsorio (per la festa della semina dell'orina)
08. Sanctus
09. Oremus (prima del sacrificio dell'Agnello)
10. Agnus
11. Ite Missa Est


MUSICISTI

Margot - voce (1,6,9), dulcimer (1), serraggia (4), chitarra (1,6,8,9,10,11)
Stefano Achilli - piatti (11), viola (4), violino (5,7,8,10)
Elisa Barberis - campane (5), voce (1,2,6,7,10,11)
Maurizio Belli - voce (5)
Sara Cimino - voce (2,6,7,10,11)
Daniele Bertoni - fisarmonica (2,5)
Giovanna Galante Garrone - tricheballacche (11), voce (1,2,4,6,7,10,11)
Norma Midani - voce (2,5,6,7,10,11)
Carlo Morbioli - voce (2,7,10,11)
Michele Straniero - voce (3,6,7,11)
Virgilio Savona - organo (3,6,11)
Franco Scarano - birinbao (4), bombo (11), dombra (5), percussioni (2,4,10), serraggia (1)


Registrato in diretta nella Chiesa Evangelica Valdese  di Milano, l'ultimo disco registrato per la Divergo rappresenta una decisa virata verso orizzonti folk, anche grazie alla presenza del Gruppo Strumento Concerto e all'utilizzo di numerosi strumenti tradizionali folkloristici. I testi, in parte dialettali, sono ancora una volta taglienti e irriverenti, come nella breve antifona Ai potenti della terra.

Voi
 Che contate 
 La nostra vita 
 Meno di cinque lupini
 Che possiate cagare
 Che possiate cagare
 Che possiate cagare gli intestini
 Che possiate cagare
 Che possiate cagare
 Che possiate cagare gli intestini

Prima della "Messa dei Villani" incide nello stesso anno un album pubblicato dalla Fonit Cetra dal titolo "Patriot Republican". Margot fa il suo ingresso negli anni '80 trasferendosi a Venezia, dopo il secondo matrimonio con Giovanni Morelli. Sotto il profilo artistico opta per l'attività di regista teatrale. Nel 1987 fonda il "Gran Teatrino La Fede delle Femmine" insieme a Leda Bognolo, Paola Pilla e Margherita Beato, con cui realizza spettacoli di marionette costruite da loro stesse. Troverete una serie di interessanti informazioni su questo periodo sul blog dell'amico Gaetano Lo Presti che vi invito a visitare (qui)

Margot in tempi recenti
Negli ultimi anni le è ritornata la voglia di comporre e cantare. Incide così due CD per l’editore Nota di Udine (“Margot” nel 2011 e “Il Vespero vermiglio” nel 2012) e registra un centinaio di video di sue canzoni che si possono vedere sul suo canale YouTube. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto importante sulla scena musicale italiana.

Vi lascio con un messaggio scritto dagli organizzatori del Premi Tendo, ultimo epitaffio dedicato a questa grande artista.

"..Avrebbe dovuto essere presente all'edizione 2016 della Rassegna, nella presentazione pomeridiana dedicata alla riedizione dei suoi album per la Divergo e a parlarci del suo nuovo progetto di ripresa del repertorio di Cantacronache (da lei realizzato lo scorso anno insieme a un gruppo di giovani interpreti), ma fu costretta a declinare l'invito per ragioni di salute. Sarebbe stata la sua terza volta al Tenco - le prime due furono nel 1975 e nel 1977 - e quanti in precedenza non avevano potuto ascoltarla dal vivo sarebbero rimasti sicuramente affascinati dalla sua straordinaria personalità artistica. Margot, al secolo Margherita Galante Garrone, tra le prime esponenti al femminile della canzone d'autore in Italia, si è spenta il 23 agosto a Venezia, e il Club Tenco la ricorda con grande emozione e rimpianto (fonte Musicalnews)"


Buon ascolto

Link Il cammino dell'ineguaglianza
Link La follia
Link La Messa dei Villani nella Cattedrale degli Ingegneri

Post by George

giovedì 30 novembre 2017

Gian Piero Reverberi - 1976 - Timer


TRACKLIST :

1 - Improvviso fantasia op. 66 (Chopin - Arr. Reverberi)  (8:35)
2 - Cat Casanova (Reverberi)  (3:55)
3 - Timer (Reverberi)  (4:22)
4 - Soana (Reverberi)  (4:03)
5 - Roller (Reverberi)  (5:10)
6 - Penny (Reverberi)  (3:55)
7 - O sole mio (Di Capua - Mazzucchi - Capurro)  (3:13)
8 - Adagio cantabile op. 13 (Beethoven - Arr. Reverberi)  (3:27)
 9 - Album (Reverberi)  (5:06)


E' rimasto a lungo nel cassetto (leggi tra le bozze) questo contibuto inviatomi da Vlad Tepes, munifico webmaster del bellissimo blog Isle full of noises, purtroppo non attivo da diversi mesi, che saluto e ringrazio, con l'augurio (pestato da Frank-One) di buona salute.Passando alla proposta musicale del giorno, iniziamo col dire che il rilevo del personaggio ce lo dice Wikipedia: basti sapere, agli amanti del prog nostrano, che Gian Piero Reverberi fu presente in maniera preponderante (arrangiamenti, produzione e composizione) nell'intero percorso prog de Le Orme e in "Senza orario senza bandiera" dei New Trolls. Possiamo forse allora perdonargli di essere anche il principale artefice dell'intera discografia dei Rondò Veneziano...

"Timer" è il secondo album solista di Gian Piero Reverberi; uscì nel 1976 per l'etichetta Teldec (Telefunken+Decca). Passando all'aspetto squisitamente musicale, ci troviamo di fronte ad un album piacevole, che si fa ascoltare volentieri, ma che non va molto al di là di una raccolta di ottime sonorizzazioni e, secondo il parere di chi scrive, appesantito dalle eccessive "orchestrazioni" (d'altronde ce lo si poteva aspettare, essendo l'album attribuito a "The fantastic sound of G. P. Reverberi and his orchestra"). In apertura e chiusura (quasi) dell'album troviamo due rielaborazioni di Reverberi stesso dalle immortali musiche di Chopin e Beethoven. La prima ("Improvviso fantasia op. 66") è inserita in un contesto musicale funkeggiante, caratteristica d'altronde dominante nell'intero album. Particolarmente degne di nota sono la bella title-track, il pezzo migliore del disco a mio giudizio, sospesa tra atmosfere prog, jazz e rock, con una spruzzatina di funky e la finale "Album", grazie ad un ottimo assolo di chitarra.

Ottimo infine il gruppo di supporto, formato interamente da session men "di lusso": si noti l'ottimo lavoro chitarristico di Marco Zoccheddu, vero virtuoso dello strumento ex Nuova Idea, Osage Tribe ed un sacco di altri gruppi e collaborazioni, particolarmente in evidenza, come già detto, nel brano "Album", ma ben presente in tutti i pezzi. Alle percussioni il grande Tony Esposito, che non occorre presentare, per non parlare di Gigi Cappellotti al basso o Hugo Heredia ai fiati (non si arrabbino i non citati, non per questo meno valorosi).


Hanno suonato :

Vanda Radicchi: voce jazz
Gian Piero Reverberi: armonica, voce, tastiere
Gigi Cappellotto: basso
Tullio De Piscopo: batteria, percussioni
Marco Zoccheddu: chitarra elettrica
Emilio Soana: tromba
Hugo Heredia: flauto, sassofono contralto, sassofono tenore
Mario Morosini: oboe


Post by Captain, music by Vlad Tapes

sabato 25 novembre 2017

Serie "Battiato & Friends Fan Collection" Speciale - Il canto donato

  
"Battiato e le sue Muse", opera di pablokaso (pittura con colori acrilici), per gentile concessione dell'autore

I lettori della Stratosfera ben sanno dell’autentica venerazione che da queste parti si ha verso Franco Battiato. Tra i vari e preziosi contributi dedicati al Maestro di Ionia fin qui pubblicati (registrazioni live, pezzi rari, antologia delle collaborazioni come autore, arrangiatore, produttore...), mi pareva tuttavia che mancasse una testimonianza focalizzata esclusivamente sul Battiato “duettatore” (perdonatemi, se potete, l’orrendo neologismo), vale a dire il Battiato che nel corso del tempo è intervenuto su lavori altrui per impreziosirli con il suo inconfondibile timbro. Ecco quindi il senso di questa compilazione, interamente rivolta a mettere in risalto, tra le altri doti di Battiato, quella vocale, una qualità che, a dire il vero, si era già splendidamente rivelata con la serie dei tre “Fleurs”.


 Come potete vedere dalla mole (58 pezzi, distribuiti su 4 CD) quella del featuring vocale non è stata certo un’attività marginale del Nostro, tutt’altro, e confesso che radunare questi brani (qualcuno, forse, sconosciuto anche a un devoto battiatiano) non è stato semplicissimo, anche considerando che, per quanto in rete ci siano vari cataloghi delle collaborazioni di Battiato, nessuno di essi risulta essere del tutto completo. Diciamo subito che molte di queste canzoni sono facilmente reperibili sul Tubo. Qualcuna l’ho tratta direttamente dalla mia collezione di CD, ma alcune di esse, introvabili, le devo alla generosità di Antonio LM, amico stratosferico che voglio qui ringraziare di cuore, anche per la sua cortese consulenza (e per le deliziose minimali cover, nota del capitano).


E’ forse il caso, ora, di chiarire alcuni criteri metodologici che mi sono dato nel mettere in piedi questa compilation, criteri necessari per non annegare nel grande mare della molteplicità:

A) No live presi da concerti o da trasmissioni televisive (parziale eccezione per l’inedito “Micheal” con Cacciapaglia);
B) No collaborazioni apparse già su dischi ufficiali dello stesso Battiato (Alice, Camisasca ecc);
C) No duetti su cover dello stesso Battiato (Mango, Mika, C.S.I., Subsonica...) o su cover di altri artisti  già eseguiti da Battiato (quello con G.Russo per  “J’entends siffler le train”...);
D) No remix di pezzi di Battiato (Eiffel 65...);
E) No progetti di gruppo di cui Battiato è co-titolare (Osage Tribe, Astra...).
F) No brani in cui Battiato appare con semplici vocalizzi in sottofondo (l’album “Legione straniera” di Giusto Pio, per capirci), o inserito in cori (“Milano d’estate “ della Colli).

Ovviamente sono criteri soggettivi (e, come tali, opinabili), ma tant'è.


Non c’è ovviamente spazio per approfondire ogni singolo duetto, anche se qualcuno di essi, per bellezza, lo meriterebbe davvero. Lasciamo a voi il piacere di tuffarvi in questo corpus parallelo alla sua produzione autografa, in gran parte giocato su brani non firmati da Battiato, anche se, in qualche caso, c’è invece un intervento più diretto del Nostro, che si spende anche in fase di scrittura o in quella di arrangiamento.


Ci pare comunque il caso di fare alcune osservazioni che speriamo siano pertinenti. Intanto, questo repertorio di voci regalate ci conferma l’estrema duttilità del Maestro, che passa postmodernamente come niente fosse da pezzi (e artisti) oggi molto mainstream (come Renga, Biagio Antonacci, Tiziano Ferro, Nathalie), a collaborazioni vocali con colleghi storici (Celentano, Baglioni, Mannoia, Rocchi), fino a intervenire su lavori di artisti legati al mondo indie, ambito in cui l’autore de “La voce del padrone” è particolarmente venerato (ricordiamo i due tributi che già gli furono dedicati negli anni 90): alludiamo in particolare ai pezzi incisi con Lilies on Mars, Marta sui Tubi, Gianni Maroccolo, Moltheni, Versus (a cui, off topic, potremmo aggiungere la collaborazione con CSI, Subsonica, Bluvertigo...). Numerose anche le liasons con artisti siciliani, su tutti Mario Venuti e Luca Madonia, con i quali aveva già collaborato producendo nell'89 l’ultimo album dei Denovo, e poi Carmen Consoli, Etta Scollo, Giovanni Caccamo, Ivan Segreto, Pippo Pollina, Vincenzo Spampinato, a dimostrazione di un forte legame con la sua terra.


Mi piace anche sottolineare, e ciò vada a merito di Battiato, la grande disponibilità che nel corso degli anni ha dimostrato in molteplici occasioni verso giovani artisti, spesso alle prime armi, artisti a cui dare una mano concedendo ben volentieri un featuring di pregio. La cosa curiosa è che proprio questi esordienti ci regalano degli autentici apocrifi battiatiani: basti porgere orecchio ai (bei) pezzi di Cinzia Fontana, Giovanni Caccamo o Lorenzo Palmeri. Non mancano, ovviamente, le partecipazioni a progetti benefici collettivi, né quelle legate ai suoi pupilli o collaboratori storici (Giuni Russo, Saro Cosentino, Giusto Pio, Michele Fedrigotti, Roberto Caccapaglia). Una nota a parte merita forse la più improbabile delle collaborazioni vocali di Battiato, quella con i frekkettonissimi pugliesi Folkabbestia con i quali, con notevole ironia, canta “L’avvelenata” di Francesco Guccini.


 Personalmente non impazzisco per le operazioni come quella di “Sogno numero 1”, con il duetto virtuale con De Andrè su “Anime salve” (replicato poi con altri artisti per uno dei progetti benefici di cui sopra), né per il duetto con l’Angelo Branduardi che rilegge didascalicamente (e con una certa banalità musicale) le fonti francescane, né, infine, per la collaborazione con Adriano Celentano (i cui due pezzi sono forse i peggiori del lotto). Ma, ovviamente, de gustibus.


Infine, un’annotazione: in tracklist abbiamo preferito, per non disperdere le collaborazioni multiple, disporre le canzoni seguendo l’ordine alfabetico degli artisti (nome-cognome) che hanno ospitato Battiato nei loro lavori, sacrificando così l’ordine cronologico, che ci sembrava meno significativo. Ciò detto, vale però la pena notare che è solo dagli anni 2000 che si intensifica l’attività di “duettatore” di Battiato. Infatti, solo 9 sui 58 brani qui raccolti sono antecedenti a tale data (includendo, forzando un po’ il termine, anche i due con Genco Puro e Co.). Sicuramente questo squilibrio è dovuto in buona parte ad alcune dinamiche relative all’evoluzione (involuzione?) del mondo discografico, che proprio negli anni Zero, sull’esempio di quanto avveniva nel mondo anglosassone, ha cominciato a spingere sui duetti, vedendone le possibilità commerciali. Credo, tuttavia, che questa sia solo una parte della questione. Può darsi, infatti, che l’artista siciliano, ormai arrivato nei Novanta a uno status di Maestro riconosciuto (con le varie implicazioni mistiche del termine), abbia deciso di “alleggerire” la sua immagine di musicista pensoso, usando la sua voce anche per giocare, per uscire da sé, nonchè per aiutare, generosamente, giovani che lo meritassero.

Ora è davvero tutto, non ci resta che invitarvi all’ascolto di questa inedita e, crediamo, sorprendente raccolta invitandovi, se c’è sfuggito qualcosa, a segnalarcelo, in modo da poter completare questo corpus.

TRACKLIST:


CD 1
1 ADRIANO CELENTANO - Facciamo finta che sia vero (2011)
2 ADRIANO CELENTANO - Non so più cosa fare (2011)
3 ANGELO BRANDUARDI- Il sultano di Babilonia e la prostituta (2000)
4 ANNE DUCROS- In entrambi i casi (2014)
5 ARTISTI PER LA DONAZIONE DEGLI ORGANI - Com'è profondo il mare (2012)
6 ARTISTI UNITI PER L’ABRUZZO- Domani - 21 aprile 2009 (2009)
7 BANCO DEL MUTUO SOCCORSO- Imago Mundi (2013)
8 BIAGIO ANTONACCI- Aria di cambiamento (2015)
9 CARMEN CONSOLI- Marie ti amiamo (2009)
10 CINZIA FONTANA- Svegliami domani (2011)
11 CLAUDIO BAGLIONI- Sembra il primo giorno (2009)
12 EDOARDO DE ANGELIS- Spasimo (2011)


CD 2
1 ENZO AVITABILE- No è no (2012)
2 ETTA SCOLLO- Corro con te (2008)
3 FABRIZIO DE ANDRÉ E LONDON SYMPHONY ORCHESTRA- Anime salve (2011)
4 FABRIZIO DE ANDRE' (feat. DALLA, BATTIATO, FOSSATI, FERRI, MORANDI, SEPIDEH,
RAIS-Anime salve (2010)
5 FEDERICO STRAGA'- L'astronauta (mix, 2000)
6 FIORELLA MANNOIA- Il movimento del dare (2008)
7 FOLKABBESTIA- L'avvelenata (2006)
8 FRANCESCO RENGA- La strada (2010)
9 GENCO PURO E CO.- Giorno d’estate (1972)
10 GENCO PURO E CO.- Nebbia (1972)
11 GIANNI MAROCCOLO- Night and storms (2004)
12 GIANNI MAROCCOLO, CLAUDIO ROCCHI ed altri- Rinascere Hugs suite (2013)


LINK CD 2



CD3 
1 GIOVANNI CACCAMO- Satelliti nell'aria (2015)
2 GIUNI RUSSO- La sua figura (2006)
3 GIUNI RUSSO- Le crépuscule (2011)
4 GIUNI-RUSSO- Strade parallele (Aria siciliana) (1994)
5 GIUSTO PIO- Auto-motion (Otomoscion) (1984)
6 GOVINDA- Yasomati (2002)
7 IVAN SEGRETO-Ampia (2007)
8 LILIES ON MARS- Oceanic landscape (2013)
9 LORENZO PALMERI- Qualsiasi spinta (2009)
10 LUCA CARBONI- Silvia lo sai (2013)
11 LUCA MADONIA- L’Alieno (2011)
12 LUCA MADONIA- Quello che non so di te (2006)
13 LUCA MADONIA- Moto perpetuo (1994)
14 LUCA MADONIA- L’esondazione (2012)
15 MARIO VENUTI- I capolavori di Beethoven (2014)
16  MARIO VENUTI- Spleen #132 (2009)
17 MARTA SUI TUBI- Salva Gente (2014)




CD4
1 MICHELE FEDRIGOTTI, CARLO SINIGAGLIA, ARES TAVOLAZZI- Ninna nanna del violino (2004)
2 MICHELE LOBACCARO- Agnus Dei (2011)
3 MOLTHENI- Sento che sta per succedermi qualcosa (2006)
4 NATHALIE- L'essenza (2013)
5 PINO DANIELE- Chi tene ‘o mare (2010)
6 PIPPO POLLINA- Finnegan's wake (1999)
7 RICKY GIANCO- Il vento dell'est (2015)
8 ROBERTO CACCIAPAGLIA - Michael (2010)
9 ROBERTO CACCIAPAGLIA- Lux (2010)
10 ROBERTO CACCIAPAGLIA- Generazioni (1996)
11 SARO COSENTINO E MORGAN- Alifib (1998)
12 STENOPEICA - Chod  rituale (chod) (2012)
13 STENOPEICA- Età di Kahli (2012)
14 TIZIANO FERRO- Il tempo stesso (2008)
15 TONY ESPOSITO- For me (2005)
16 VERSUS- Cosa ti aspetti da questa notte (2011)
17 VINCENZO SPAMPINATO- L'amore nuovo (1992)


Post by Andrea Altrocanto, Covers and consultation by Antonio LM, coordination by Capt