mercoledì 19 aprile 2017

Serie "Historic prog bands live in Italy" - Capitolo 23 - The Byrds live at Piper Club, Roma, May 2, 1968


TRACKLIST:

01. You Ain't Going Nowhere
02. Old John Robertson
03. You Don't Miss Your Water
04. Hickory Wind
05. Feel a Whole Lot Better
06. Chimes of Freedom
07. The Christian Life
08. Turn! Turn! Turn!
09. Medley: My Back Pages / B. J. Blues / Baby What Do You Want Me To Do
10. Mr. Spaceman


LINE UP

Chris Hillman - bass guitar, vocals
Roger McGuinn - lead guitar, vocals
Gram Parsons - piano, guitar, vocals
Doug Dillar - banjo 
Kevin Kelley - drums


Rispetto alla canonica serie dedicata alle storiche prog band che si esibirono in Italia, ho infilato un binario parallelo, quello delle "Historic (not prog) bands live in Italy" che ci concederà qualche innocente digressione, permettendo l'allargamento del campo ad altre esperienze musicali. Forte di questa premessa abbiamo il piacere di presentarvi una leggenda del rock di sempre, i mitici Byrds nella loro unica tappa italiana, risalente (stando a quanto scritto sulla copertina) al 2 maggio 1968. Uno dei tanti siti che raccolgono la cronologia dei concerti della band californiana data il concerto del Piper romano (leggenda su leggenda) al 7 maggio dello stesso anno. Vi sono molte copie in circolazione di questo bootleg (che probabilmente riporta solo una parte del concerto), ma questo, sotto il profilo audio, è senza dubbio il migliore. In alcune copie mancano addirittura i due brani di apertura. Il concerto venne trasmesso da una radio tedesca e il suono è stato rimasterizzato. Siamo di fronte ad un eccellente "quasi soundboard". 


I Byrds, privi dei due fuoriusciti David Crosby e Michael Clarke, si presentarono sul palco del Piper in formazione a cinque, con la new entry Gram Parsons (che morì, lo ricordiamo, nel 1973 a seguito di una overdose di droghe e alcol), che determinò sul finire del 1968 la svolta country rock del gruppo, con l'album "Sweetheart of the Rodeo",  Dopo la breve parentesi Byrds (lasciò il gruppo nello stesso anno) Parsons fondò nel 1969, con Chris Hillman, un'altra leggenda, i Flying Burrito Brothers. Nel corso dei quasi 35 minuti del set, abbiamo modo di ascoltare alcune tracce pubblicate su "Sweetheart", a partire dalla iniziale You Ain't Going Nowhere, cover di un brano di Bob Dylan, Sempre da "Sweetheart" vengono proposte You Don't Miss Your Water, Hickory Wind e The Christian Life. Fantastici il medley e il gran finale con Mr. Spaceman. Indimenticabili.

Una buona recensione del disco la trovate sul blog "Debaser", cliccando qui


Vi lascio con il consueto buon ascolto, in attesa di qualche commento. Bontà vostra.


Post by George


martedì 18 aprile 2017

Antonio Infantino ed i Tarantolati di Tricarico - 1978 - Follie del Divino Spirito Santo (vinyl)

TRACKLIST

01. Zarumbataràn
02. Indio
03. Mattone su mattone
04. Grazie tante
05. Follie del divino spirito santo
06. Colpo di sole
07. Tristonia (lamento funebre
08. Iatrana
09. Il fiore dell'amore


La vita artistica di Antonio Infantino prende avvio intorno alla metà degli anni '60, a partire da quel lontano 1964, anno in cui si dedicò ad esperienze artistiche che spaziavano dalla musica gestuale all'elettronica, al free jazz.  Infantino ha le radici a Tricarico, paese in provincia di Matera, e non ha mai tradito le sue origini. Fin dai tempi in cui si esibiva al Folkstudio di Roma, ha saputo coniugare il folklore della sua terra, la taranta, il dialetto lucano e le onnipresenti percussioni, punto di forza della sua musica. Nel corso della carriera (è ancora oggi in attività) vanta una partecipazione alla Biennale di Venezia, in veste di pittore, e ha avuto l'onore di ospitare a casa sua il Living Theatre. 

Personaggio geniale, anche se ancillare rispetto ai grossi nomi del folk d'avanguardia (possiamo definirlo così?) italiano, meglio conosciuti dal grosso pubblico, ha saputo regalarci pagine incantevoli. Mi piace riprendere questa breve fotografia del personaggio che ho trovato su Wikipedia: "Lucano di origine e fiorentino per lavoro (ha svolto la sua carriera di docente di Arte dei giardini nell'Università del capoluogo toscano), Infantino ha attraversato l'Italia del dopo guerra e quella della beat generation, lasciando un segnale di straordinaria creatività. Il suo album Tarantella tarantata è stato definito da Gino Castaldo "un capolavoro del nuovo folk italiano"; di lui Fernanda Pivano (che lo convinse a pubblicare un libro di poesie, ha detto: "È un personaggio che incarna in senso letterale alcune tra le cose migliori della cultura e dello spettacolo di questi ultimi 40 anni". A proposito del libro di poesie intitolato " I denti cariati e la patria" (perché tutti al paese mio c'avevano questo cazzo di problema dei denti cariati),  pubblicato nel 1966 dalla Feltrinelli, ricordiamo che l'introduzione venne curata dalla stessa Fernanda Pivano. 


A questo punto avrete capito che ci troviamo di fronte ad una personalità di tutto rispetto. 
Sotto il profilo musicale, nel 1967 venne dato alle stampe il suo primo 33 giri, "Ho la criniera da leone, perciò attenzione". Ma è nel 1975 che inizia la pubblicazione di una serie di gioiellini, legando il suo nome ai Tarantolati di Tricarico, un movimento culturale da lui stesso fondato. Il gruppo, all'interno del quale si sono succedute decine di musicisti, ha reinventato il repertorio tradizionale della Lucania, passando dalle filastrocche infantili alle ninne nanne, dai canti di festa a quelli di lotta, basando i suoni su ritmi percussivi, spesso ossessivi (come in Zarumataràn).  Queste caratteristiche le ritrovate nel disco qui postato, di grande bellezza e intensità. Al fianco di Antonio Infantino troviamo i fondatori dei Tarantolati di Tricarico: Franco Ferri (voce e surdo), Rocco Paradiso (cupa cupa e voce), Marcello Semisa e Pino Molinari (percussioni), coadiuvati da un nucleo di collaboratori, incluse le voci femminili. 

Con i Tarantolati Antonio Infantino incise tre album, "I Tarantolati" (1975), "La morte bianca - Tarantata dell'Italsider" (1976) e "Follie del Divino Spirito santo" (1978). Questi dischi non sono mai stati ristampati in CD. Dopo la partecipazione al Premio Tenco, nel 1977, l'anno successivo si sposta in Brasile dove unisce taranta e samba in un disco, o meglio in un "documento sonoro", dal titolo "La tarantola va in Brasile".


Nel 1983 torna a collaborare con Dario Fo (lo aveva già fatto negli anni '60) musicando il suo "Arlecchino" in occasione della Biennale del Teatro di Venezia. Da lì in poi Antonio Infantino si dedica alla scrittura di colonne sonore per film e rappresentazioni teatrali. Interessante è la riedizione di un suo vecchio successo, La gatta mammona, insieme ai 99 Posse. Siamo ai nostri giorni. L'album "Tara'n Trance" pubblicato in CD nel 2004 entra nelle classifiche delle discoteche statunitensi, sorpassando pop star di grido quali Britney Spears e Mariah Carey. Nemo propheta in patria. Mentre continua ad esibirsi dal vivo con il suo Gruppo di Tricarico, è stata annunciata la pubblicazione di un nuovo album. Dimenticavo: Antonio Infantino ha 73 anni.

Vi consiglio anche di approfondire il tema della taranta o pizzica, che ha destato la mia curiosità. Leggete qui se volete

Bonus CD - Antonio Infantino e i suoi Tarantolati di Tricarico
Live in Amendolara (CS) 1979
(bootleg)


No tracklist

Doppio CD che racchiude un raro concerto di Antonio Infantino con i suoi Tarantolati di Tricarico negli anni '70. Non ho informazioni al riguardo, né sulla tracklist (che contiene anche qualche traccia da "Follie") né sulla fomazione. Ve lo vendo così come l'ho comprato. I brani proposti hanno una forte connotazione politica. Nulla di strano. Era il 1979. La registrazione è più che buona. E con questo vi lascio con il consueto buon ascolto.


Link Follie del Divino Spirito Santo
Link Bootleg 1979

Post by George

sabato 15 aprile 2017

Stradaperta - 1983 - Figli dei figli della guerra (Q-Disc)


TRACKLIST :

01 - Figli dei figli della guerra
02 - Piume nell'aria
03 - Laura
04 - Tobruk


Questo breve contributo musicale, (si tratta infatti di un minidisc di 4 canzoni), regalato alla stratosfera dall'amico Luca B., che ringraziamo sentitamente, mi fornisce l'occasione di augurare di cuore buona Pasqua a tutti gli amici del nostro blog, a cominciare dagli amati collaboratori di sempre; George, Francone, Andrea Altrocanto, Antonio LM, Ilario, solo per citare i primi che mi venivano in mente, non si offendano gli altri... Ragazzi, statemi bene o, come direbbe qualcuno, buona salute a tutti in questi giorni di festa.

Superati i preamboli, veniamo al disco in questione: "Figli dei figli della guerra" è il secondo ed ultimo album (o per meglio dire mini album) dei Stradaperta, noti soprattutto per essere stati per anni la band che accompagnava Antonello Venditti dal vivo ed in studio. Questo lavoro ha il valore aggiunto, per noi amanti del rock progressivo italiano, di ospitare alla voce Tony Tartarini, che i più esperti di voi ricorderanno come front-man di un'ottima band, riconosciuta solo "post-mortem" grazie ad una ristampa degli anni 90, ovvero i Cherry Five, direttamente collegabili ai Goblin e autori di un album davvero bello, che consiglio di rintracciare a tutti. "Nipoti della guerra" (si fa prima) è in realtà un buon disco di musica rock melodica italiana, non certo progressive, ma non per questo meno valido. Un ascolto leggero e gradevole in questi giorni di festa, almeno per molti di voi (la festa intendo, non l'ascolto, che sarà gradevole per quasi tutti invece). I brani migliori, secondo il capitano, stanno intorno, o all'inizio e alla fine che dir si voglia, e con un minidisc di 4 pezzi siamo già al 50%. Se a questo aggiungiamo che anche il resto non è da buttare, e suonato ottimamente, capirete che non vi resta altro che scaricare in fretta ed ascoltare. Sebbene non rarissimo, questo Q Disc non è mai stato ristampato, e si può ritenere di non facile reperibilità. Lo stesso non si può dire, ahimè, del loro primo album "Maida Vale", ristampato nel 2009 all'interno di uno dei famigerati cofanetti della Universal, e quindi a mio giudizio non postabile sul nostro blog. 

Augurandovi buon ascolto, vi lascio con due note del maestro Augusto (Croce naturalmente) dal suo Italianprog (al link come sempre l'articolo completo): "Questo gruppo si è formato a Roma nel 1974, con un'insolita formazione con quattro chitarre e fortissime influenze del folk e country americano. (...) Con la prima formazione suonarono al quarto Festival d'Avanguardia e Nuove Tendenze, tenutosi a Roma, a Villa Borghese nel giugno '74, vincendo la classifica del "miglior nuovo gruppo". A settembre dello stesso anno suonarono anche al leggendario festival pop romano di Villa Pamphili. Gruppo popolarissimo dal vivo, la loro unica apparizione su disco fu sulla compilation live del 1975 Trianon 75, suonando sia da soli che come gruppo di accompagnamento di Antonello Venditti (...) Un secondo album uscì nel 1983, un Q-Disc con quattro brani (un mini-LP) per l'etichetta It etichetta, comprendente l'ex cantante dei Cherry Five Tony Tartarini e gli ospiti Sandro Centofanti (tastierista di Buon Vecchio Charlie e Libra) e il batterista Bruno Bergonzi; più leggero rispetto al primo LP, il disco passò inosservato e il gruppo si sciolse dopo poco. Un CD retrospettivo comprendente brani dagli album insieme con registrazioni inedite è stato privatamente distribuito dal gruppo alla fine del 2002, ma purtroppo non è stato mai pubblicato ufficialmente. - Tanto da essere stato incluso nella wishlist della stratosfera - Nota finale del Capitano"


STRADAPERTA :

Marco Valentini - Sax
Tony Tartarini - Voce e cori
Marco Vannozzi - Basso
Rodolfo Lamorgese - Percussioni, chitarra acustica 12 corde, cori
Claudio Prosperini - Chitarra elettrica
Renato Bartolini - Chitarra elettrica



Post by Captain & Luca B.

martedì 11 aprile 2017

Lazarus - 1977 - Civiltà (Con rabbia...con amore)


TRACKLIST :

1 Con rabbia....con amore
2 Quando mi mordi
3 Amica di un momento
4 Palcoscenico
5 Civiltà
6 Il cavallo
7 Il grattacielo (Flying to the sun)
8 L'uomo del passato


 Prima di lasciare la parola al grande amico della stratosfera, come direbbe qualcuno "chi se non lui", ovvero l'unico ed inimitabile Frank-One, volevo scusarmi con lui per aver tenuto in stand by a lungo questo contributo, causa impegni reali e mentali e rincoglionimento precoce... Detto questo passo il microfono al nostro amico e mi eclisso. Capt


Mi ero ritrovato tra le mani questo vinile datato 1977, del quale non ricordavo proprio nulla, poi parlandone col Nostro Capitano vengo a sapere che era nella sua prossima programmazione, e così mi limito ad un minimo mio contributo fornendo la mia copia da vinile, e qualche piccola, ma veramente piccola, nota. L'album in questione, dal titolo CIVILTA', sottotitolo tra parentesi (Con rabbia...con amore) a parer mio giustamente non è stato incluso nella Bibbia del Prog Italiano, ovvero il sito del Maestro Augusto Croce appunto Italianprog. Infatti citando come sono stati spesso da me definiti i "testi sacri", ne fa menzione il solo Paolo Barotto nel suo Il ritorno del prog italiano:

"LAZARUS : Lorenzo (e già qui troviamo un errore, in quanto il nome è Loreno) Lazzarini è un artista di Padova che nel corso degli anni ha utilizzato diversi nomi d'arte come "Leezy Lazz", "Laurens" e "Lazarus". Nel 1977 pubblica l'album Civiltà con alcuni brani piacevoli, ma non straordinari. Negli anni 80 pubblica poi un album country rock con il suo vero npome che passa totalmente inosservato". (Paolo Barotto - Il ritorno del Prog italiano).

Non entro nel merito dei brani, ascoltateli e se vorrete sarete voi a darci qualche opinione in merito. Io dal mio punto di vista mi limito a sottolineare l'estremo minimalismo della cover, riprodotta davanti e dietro con la stessa foto, senza nota alcuna, né testi, né musicisti partecipanti, davvero il minimo indispensabile, e forse neanche quello.

Bene, buon ascolto e soprattutto buona salute a tutti, FRANK-ONE
 
Nota del capitano: ma invece di mettere la faccia in ombra (si suppone del Lazarus) sulla peraltro orrida copertina, non sarebbe stato decisamente meglio piazzarci una bella fig...lia?


Post by Frank-One (about all) and Captain (about nothing)

lunedì 10 aprile 2017

Serie Bootleg" n. 235 (Yesterday & Today n. 15) - Area live in Carignano 1977 & live in Roma 2011


Ci sono decine di bootleg degli Area in circolazione, molti dei quali facilmente reperibili sul web. Anche la Stratosfera ha reso omaggio a piene mani al gruppo pubblicando, in passato, alcune splendide pagine live.  Trovare un bootleg "di nicchia", poco conosciuto e ancor meno diffuso - come nel caso di specie - è impresa ardua. La comparsa di questo concerto del 1977, registrato a Carignano, una cittadina nei pressi di Torino, mi ha fatto scattare la voglia di rispolverare la gloriosa serie "Yesterday & Today". A fianco della storica performance del '77 vi propongo un altrettanto splendido concerto del 2011 (scusate, per questo quasi-Today) registrato alla Casa del Jazz di Roma, in occasione della reunion del gruppo, con un'ospite di tutto riguardo come Maria Pia De Vito.

Yesterday: 
Area - live in Carignano (TO), 26 giugno 1977



TRACKLIST:

01. Introduzione #1 
02. Gerontocrazia 
03. S.C.U.M. 
04. Giro Giro Tondo 
05. Introduzione #2 
06. Cometa rossa 
07. Introduzione #3 
08. La mela di Odessa 
09. Goia e rivoluzione 
10. Luglio, Agosto, Settembre (nero) 
11. L'Internazionale 


FORMAZIONE

Giulio Capiozzo - batteria, percussioni
Patrizio Fariselli - piano, clarinetto, sintetizzatore
Demetrio Stratos - voce, organo, percussioni
Ares Tavolazzi - basso, trombone
Paolo Tofani - chitarra, sintetizzatore, flauto


Il concerto, che vanta una registrazione di buona qualità, riprende gli Area nel tour promozionale di "Maledetti (Maudit", quinto album del gruppo pubblicato nel 1976. Come ben sappiamo si tratta dell'ultimo tour con la presenza del chitarrista Paolo Tofani. Da queste serie di concerti vennero tratti due album live ufficiali, "Concerto Teatro Uomo" del 1997 e "Live i Torino 1977" del 2004. Sottolineo la mia personale predilezione per i due "classici" Cometa Rossa e Luglio, Agosto, Settembre (nero). Immancabile chiusura con L'Internazionale.



& (quasi) Today
Area reunion con Maria Pia De Vito - Casa del Jazz, 
Roma, 7 agosto 2011


TRACKLIST:

01. Paolo Tofani solo on tricantaveena
02. Tofani e Tavolazzi duo
03. Area intro - band intro
04. Sedimentazioni
05. Nervi scoperti
06. Cometa rossa (con Maria Pia De Vito)
07. Epitaffio di Seifilos - Gerontocrazia - L'elefante bianco
08. La mela di Odessa
09. Luglio Agosto Settembre (nero) (con Maria Pia De Vito)
encore:
10. Gioia e rivoluzione (con Maria Pia De Vito)


FORMAZIONE

Patrizio Fariselli - piano, tastiere
Paolo Tofani - chitarre, voce, tricantaveena
Ares Tavolazzi - basso, voce
Walter Paoli - drums

ospite

Maria Pia De Vito - voce



Nel 2009 gli Area si riunirono a Siena con la formazione Fariselli-Tavolazzi-Tofani. Alla jam-session finale, come ospite, si aggiunse Mauro Pagani, organizzatore della “Città aromatica” alla voce e violino, e Christian Capiozzo (figlio di Giulio). La stessa formazione, con Walter Paoli alla batteria, tenne un concerto, nel maggio 2010 a New York, al Brecht Forum. Il 21 settembre 2010 la reunion degli Area venne ufficializzata con il concerto al Blue Note Club di Milano. A partire da quella data iniziò il Reunion Tour che attraversò l'Italia e che coinvolse Walter Paoli alla batteria. Il concerto qui proposto vede come ospite la cantante Maria Pia De Vito, grande vocalist che ha da sempre unito l'interesse per la musica etnica e la tradizione mediterranea con la sperimentazione jazzistica. Maria Pia vanta collaborazioni eccellenti: tra queste Paolo Fresu, Enrico Rava, Rita Marcotulli, Giorgio Gaslini.

Non cercate i paragoni con gli Area di Demetrio Stratos. Le due voci non sono paragonabili. Un ciclo si chiude, un nuovo ciclo si apre. Stratos non è paragonabile, così come non è paragonabile la De Vito. Quindi godiamoci questi due concerti con grande serenità. L'ultimo ringraziamento va a Danilo, di Rock Rare Collection Fetish, per il "prestito" delle due ottime copertine del live 2011.
Buon ascolto.



Link  

Post by George 

venerdì 7 aprile 2017

Le Antologie della Stratosfera vol. 32 - Musicanova: the complete works part 1 (1976-1978)

In memoria di Carlo D'Angiò (R.I.P. 1946-2016)


Carlo D'Angiò, il grande musicista napoletano fondatore sul finire degli anni '60 della NCCP e dal 1976 dei Misicanova se ne è andato nel settembre dello scorso anno. Qualche nostro amico ci ha bonariamente redarguiti per non averlo ancora ricordato sulle pagine della Stratosfera. Come dargli torto? Anche se un po' in ritardo (ma per le figure di un certo spessore non è mai troppo tardi), ecco che prende avvio il suo ricordo attraverso la produzione discografica dei Musicanova. Carlo D'Angiò, poco prima della sua scomparsa, aveva terminato le registrazioni di un nuovo brano insieme all'amico di sempre Eugenio Bennato. I Musicanova, fondati da D'Angiò proprio insieme ad Eugenio Bennato, sono stati tra i più luminosi esponenti del folk del nostro Sud, ricco di antiche tradizioni e di grandi sonorità, nel caso specifico rielaborate, attualizzate e valorizzate grazie al perfezionismo dei musicisti, tutti ottimi strumentisti, e all'accuratezza dell'uso delle voci. Gruppo aperto, tra le sue fila sono transitati musicisti del calibro di Teresa De Sio, Robert Fix, Gigi Di Rienzo, Toni Esposito, Enzo Avitavìbile.

Abbiamo deciso di frazionare i cinque dischi che i Musicanova hanno realizzato nell'arco temporale 1976-1981 in due tranche (o forse tre), per non appesantire l'ascolto ed evitare lunghi e faticosi download. In questa prima pubblichiamo i primi due album del gruppo, "Garofano d'ammore" del 1976 e l'eponimo "Musicanova" del 1978.


Musicanova - 1976 - Garofano d'ammore


TRACKLIST:

01. Bella figliola ca staje 'nfenesta
02. Montanara
03. Tarantella di Sannicandro
Rodianella
04. Pizzica tarantata
05. Ballo cantato per mandoloncello, violino e percussioni
06. Viestesana
07. Ciré spizzata"
08. Ballo per chitarra
09. Canto finale


FORMAZIONE

Eugenio Bennato - voce, chitarra, tamorra, organetto
Carlo D'Angiò - voce
Teresa De Sio - voce, chitarra
David Blazer - violino
Robert Fix - flauto
Toni Esposito - percussioni

La back cover del 33 giri
Il primo lavoro dei Musicanova è principalmente una raccolta di canti popolari della Puglia e del Gargano, anche se non mancano musiche e canti della Calabria. I richiami alla NCCP sono inevitabili, vista la matrice musicale dei musicisti. Il gruppo includeva anche una giovanissima Teresa De Sio, che dopo pochi anni intraprenderà una brillante carriera solista. Tra i musicisti troviamo Toni Esposito, presentato con toni trionfali sulla back cover.   Pubblicato dalla Philips nel 1976, è stato ristampato in CD nel 2004 dalla Cheyenne Records. 

Musicanova - 1978 - Musicanova


TRACKLIST:

01. Pizzica minore
02. Riturnella (Anonimo)
03. A la muntagna
04. Siente mo' che t'aggia di' 
05. 'A morte 'e zì frungillo
06. Tempo di carnevale
07. Ninna nanna per voce e mandoloncello
08. Canto allo scugnizzo 
09. Tarantella finale
10. Riturnella (diversa versione - bonus)

FORMAZIONE

Eugenio Bennato - chitarra, voce
Carlo D'Angiò - voce
Teresa De Sio - chitarra, voce
Robert Fix - fiati
Gigi De Rienzo - basso, mandoloncello
Toni Esposito - percussioni
Pippo Cerciello - violino


Il disco venne pubblicato nel gennaio 1978, a nome Eugenio Bennato / Carlo D' Angio', anche se a tutti gli effetti si tratta del secondo tassello dell' avventura Musicanova. Il gruppo prosegue l'esperienza dell'opera prima attraverso una commistione tra brani popolari e originali, contaminazioni elettroacustiche, realizzando un' opera di straordinario spessore artistico. Tutti i brani sono originali, ad eccezione della splendida Riturnella, tradizionale cantato con straordinaria partecipazione da Carlo D' Angiò. Questo brano è presente in due versioni, La bonus track è in versione corale, a mio avviso ancora più bella e intensa rispetto a quella ufficiale. Tra le perle presenti sul disco troviamo la travolgente Pizzica Minore, cantata da Teresa De Sio, protagonista anche della delicatissima A La Muntagna e della intensa Ninna Nanna per voce e mandoloncello. Da segnalare ancora la rinascimentale Tempo di Carnevale e il Canto allo scugnizzo con alla voce la De Sio e Bennato. Per approfondimenti vi rimando ad una interessante recensione dell'album postata sul blog Debaser, che troverete qui.


Ci fermiamo qui. Appuntamento fra qualche settimana per la seconda tranche. Per il momento
buon ascolto.

Link Garofano d'ammore
Link Musicanova

Post by George

mercoledì 5 aprile 2017

Serie "Battiato & Friends Special Fan Collection" n. 53 - Franco Battiato - Messa Arcaica esecuzione dal vivo - Assisi 24 ottobre 1993


"TRACK" LIST :

Prima parte - Messa Arcaica
1 - Kyrie
2 - Gloria
3 - Credo
4 - Sanctus
5 - Agnus Dei

Seconda parte
6 - Gilgamesh trio dal II atto
7 - L'oceano di silenzio
8 - L'ombra della luce
9 - Exultet


"Messa arcaica, è una ricerca costante della bellezza, dell’armonia, della fluidità delle soluzioni che si muovono all’interno di ogni linguaggio prescelto. Per comunicare certi sentimenti, certe emozioni, certe opzioni del cuore, è necessario seguire strade ben definite. Un’esperienza per me estremamente significativa. Mi ha insegnato quanto sia strano questo nostro mondo musicale: dove capita di essere al centro di un tifo da mega-concerto rock anche quando si suona in una chiesa, anche quando si esegue un’opera che si muove lungo un tenuissimo filo orizzontale. Tutto questo è molto gratificante, intendiamoci: ma è certo che non mi sarei mai aspettato di vedere il Duomo di Orvieto trasformarsi in una sorta di Palasport, al termine dell’esecuzione".

Così Franco Battiato descrive una delle sue opere più belle e significative. Quaranta minuti di purezza sonora, di ricerca, di estasi. L'incedere delicato del pianoforte viaggia tra risonanze che aprono al flusso del respiro tradotto nel mantra "Kyrie Eleison - Christe eleison". Il coro tocca vette altissime nel "Gloria". Mentre il "Credo" parte come fatto collettivo, corale, per giungere ad una professione di fede affidata alla sola voce dell'autore. Nel "Sanctus" tornano le atmosfere rarefatte del "Kyrie" con un assolo mirabile della soprano Akemi Sakamoto. "Agnus Dei" parte con una invocazione sussurrata, sommessa e delicatamente umana per poi salire, lentamente, verso spazi celesti con la soprano ed il coro a chiudere l'opera. Nella rappresentazione, la "Messa Arcaica" è la prima parte del concerto. Naturale trovare nella seconda alcuni brani mistici cari a Battiato e un paio di composizioni estratte dall'opera lirica "Gilgamesh".

Chi dell'artista ama esclusivamente le esplorazioni pop si astenga pure dal download. Per gli altri... buon ascolto.. se lo vorrete. ALM

Link empithree
Link efelaci


Post by our big friend Antonio LM, posted by Capt

martedì 4 aprile 2017

Abissi Infiniti - 1981 - Tunnel


TRACKLIST:

01. Come bambini di sera
02. Il segreto
03. Spirale
04. Tunnel
05. Abissi infiniti
06. Nebbia incantata
07. Fessure di Luna
08. Merlino
09. La grotta di cristallo

Back cover CD edition
FORMAZIONE

Claudio Liotto - voce, piano
Andrea Zanatta - chitarra
Alberto Cazzola - tastiere
Enrico Kötterl - tastiere
Lucio Negretto - basso
Paolo Fin - batteria

Guests

Claudio C. - batteria in 1,3
Aldo Menti - basso (3,4), violino (8), chitarra acustica (8), chitarra elettrica (3)

Back cover LP edition
Gli Abissi Infiniti appartengono a quella genia di prog band italiane scomparse, evaporate al momento della nascita, ragion per cui le informazioni sul loro conto sono decisamente scarne. Inizio con il riportare quanto scrive Augusto Croce sulla nostra "bibbia" Italian Prog: "Gruppo di Vicenza, precedentemente noto come Black Magic e Stregoni, che realizzò solo questo raro album nel 1981, anche se i brani erano stati composti tra il 1975 e il 1980. Il suono è prevalentemente pop, con pochi elementi di prog, la copertina è molto bella. Il gruppo era molto giovane, e venne assistito da Enrico Kötterl che scrisse i testi suonando anche nel disco. Kötterl era, ed è tuttora, un designer grafico e regista e collaborò anche con un altro gruppo vicentino, gli Apostholi, scrivendo il testo di un brano del loro LP Un'isola senza sole".


Cos'altro aggiungere? Sul finire degli anni '70 la grande epopea del prog vedeva un inesorabile declino e gli Abissi Infiniti si presentarono sulle scene quando l'interesse verso questo genere stava scemando, tant'è che il disco passò del tutto inosservato. Peccato, perché la bravura della band, seppur composta da giovanissimi musicisti, è fuori discussione. Peraltro la formazione include le doppie tastiere, sul modello dei Procol Harum e del nostro Banco del Mutuo Soccorso. Inutile sottolineare la massiccia presenza di organo, synth e piano che connotano le nove tracce con un tranquillo rock sinfonico, forse un po' troppo pomposo in alcuni tratti, anche se non mancano delle interessanti parti di chitarra ad opera di Andrea Zanatta. Il vinile venne pubblicato nel 1981 ad opera del'etichetta Knights per poi essere ristampato in CD nel 1994 dalla Mellow senza bonus aggiuntive. Una lunga e completa recensione di "Tunnel", unico prodotto discografico del gruppo, appare sul blog "Blogressive", al quale vi rimando per una attenta lettura.
Buon ascolto.



Post by George

domenica 2 aprile 2017

Serie "Historic prog bands live in Italy" - Capitolo 22 - Arthur Brown, Peter Hammill & Van Der Graaf Generator live in Rome, Stadio Flaminio, 27.05.1973


Arthur Brown (open act)


TRACKLIST:

01. Prelude Jam - 22:05
02. Prelude Nightmare - 15:11
03. Improvisation - 13:03




Peter Hammill & Van Der Graaf Generator


TRACKLIST:

01. Slender Threads
02. German Overalls
03. Dropping The Torch
04. In The End
05. Peter Hammill introduces David Jackson
06. Easy To Slip Away
07. Troubles announcement - enter Hugh Banton & Guy Evans
08. In The Black Room
09. Rock And Role


LINE UP

Peter Hammill - vocals, guitar, piano
David Jackson - sax in tracks 6,7,8,9
Hugh Banton - keyboards, bass pedals in tracks 7,8,9
Guy Evans - drums in tracks 7,8,9


Cari amici, qui ci troviamo di fronte ad uno di quei concertoni storici che solo i primi anni '70 potevano regalarci. Sul palco allestito nello Stadio Flaminio di Roma, in quel lontano 27 maggio 1973, si ritrovarono nientemeno che Arthur Brown, i Camel e Peter Hammill, prima da solo e poi accompagnato dagli altri tre Van Der Graaf Generator. Ho recuperato sia l'open act di Arthur Brown che l'intera esibizione di Peter Hammill. Nulla da fare per i Camel, ma il loro concerto non poteva che ricalcare quello di Cossato del 1° maggio dello stesso anno, da poco postato sulla Stratosfera. Il bootleg di Arthur Brown è abbastanza facile da reperire sul web, tant'è che ho trovato anche le copertine (dove erroneamente viene indicato come anno il 1972). Altra cosa sono i 40 minuti della performance di Hammill e soci. Il bootleg è rarissimo. Entrambe le registrazioni sono di ottimo livello. Il concerto di Hammill ha qualche taglio e qualche imperfezione qui e là, cosa inevitabile data la vetustà.


Riguardo al set di Arthur Brown confesso di non saperne molto. La formazione non è indicata sulle note di copertina. Sappiamo però che dopo l'esperienza con i Crazy World (quelli della leggendaria "Fire"), gruppo in cui militò anche Carl Palmer, Arthur Brown formò i Kingdom Come con i quali incise tre album (più un quarto postumo pubblicato nel 1994) dal 1971 al 1973. Da lì in avanti intraprese una discreta carriera solista. Pur essendo in piena era Kingdom Come la locandina del  concerto romano del 27 maggio (e questo vale anche per la successiva data di Bologna del 28 maggio) indica il solo Arthur Brown. I Kingdom Come li troviamo invece indicati nelle altre date del tour italiano del 1973. Circolano informazioni discordanti su questo set. Una di esse parla di una jam tra il gruppo di Arthur Brown e membri dei Van Der Graaf Generator, ma è tutto da dimostrare. Il concerto è composto da tre lunghi brani per una durata complessiva di quasi 50 minuti. In realtà si tratta di una lunga e torrida jam, che include anche una versione live di "Prelude Nightmare" tratta dal primo album dei Crazy World datato 1968. Per completezza ho postato anche le due copertine "alternative".



Il set di Peter Hammill, da solo e con i Van Der Graaf, che doveva essere il piatto forte della serata, dura solo 40 minuti. Il perché della precoce conclusione ce lo racconta lo stesso Peter Hammill, spiegando al pubblico basito che a seguito di rimostranze da parte del vicinato, causa l'alto volume che fuoriusciva dagli amplificatori, le forze dell'ordine hanno intimato la conclusione del concerto. Non so se questa è la verità. Altre fonti parlano di un incendio nell'impianto elettrico, al termine di Easy To Sleep Away che causò la repentina conclusione del concerto. A parte questo, Peter Hammill, che era in tour da solo dopo lo scioglimento dei VDGG avvenuto di fatto l'anno precedente, dopo il tour di "Pawn Hearts", riesce a regalarci sette brani tratti dal suo (allora) ultimo album solo, "Chameleon in the Shadow of the Night", pubblicato proprio nel maggio 1973. Nel quinto brano, Easy To Slip Away, è accompagnato da David Jackson, mentre negli ultimi due dai Van Der Graaf Generator al completo (la line up è quella di "Pawn Hearts")..


Ultima informazione: questo concerto è l'ultimo delle tre "Reels Series", laddove per contratto Peter Hammill doveva promuovere una reunion dei VDGG. A fronte dell'impossibilità di realizzarla (gli altri tre componenti non erano favorevoli), Peter Hammill optò per un concerto suddiviso in tre parti: da solo nella parte iniziale, quindi con Dave Jackson per poi concludere il set con i Van Der Graaf al completo. La serata fu particolarmente sfortunata: prima dell'incendio (o presunto tale) si registrò una scarsa potenza elettrica, per cui i VDGG optarono per suonare senza impianto luci. Così andavano le cose allora.

Nonostante tutto ci troviamo tra le mani una testimonianza sonora storica di grande rilievo che, ne sono certo, non vi deluderà. I commenti sono sempre graditi.
Vi lascio con il mio consueto augurio di buon ascolto.


Link CD Arthur Brown
Link CD Peter Hammill & VDGG

Post by George