domenica 30 luglio 2017

Serie "Battiato & Friends Fan Collection" SPECIALE tremilionierottimila - Franco Battiato - 1973-2014 - Sperimentali's Karma (5 CD anthology)




PREMESSA - Cari amici visitatori e, soprattutto, cari colleghi blogger, sono conscio del fatto che questo post viola apertamente la regola che recentemente ci si era dati, ovvero di non fare post con più di 3 cd per non "intasare" il blog (i famigerati superpost). La trasgressione si argomenta però attraverso 3 tesi difensive, che qui di seguito enuncerò:  

1 - Questa antologia nasce per essere un cofanetto virtuale che esplora gli "sperimentalismi", soprattutto live, del nostro amato Maestro, a cavallo degli ultimi quaranta anni. L'intento nobile, sottostante a quest'operazione, è ritrarre e mostrare l'evoluzione del Battiato sperimentatore (caratteristica sempre presente lungo l'intera carriera del nostro, in maniera più o meno marcata a seconda del periodo) dai primi concerti di inizio anni 70 fino alle recentissime avventure sonore del Joe Patti's Experimental Group. Impossibile comprimerne il contenuto più di così, vista la mole di materiale, e bruttissimo sarebbe stato spezzare il cofanetto in più post.

2 - In agosto, come tutti gli anni, anche la stratosfera andrà in vacanza quindi, cari visitatori, avrete più tempo per ascoltare, se lo vorrete (come direbbe Antonio).  

3 - In qualità di fondatore della stratosfera, volevo assolutamente esserci per l'anniversario "3 milioni in 7 anni", dopo i grandi e insostituibili Frank-One e George. E così eccomi qui, seppure in ritardo, e con me Antonio LM, titolare super referenziato di quella che ormai chiamo affettuosamente "L'Enciclopedia Live di Franco Battiato", ovvero la serie "Battiato and Friends Special Fan Collection". Vogliate quindi perdonare la nostra piccola ed assolutamente episodica trasgressione, che spero troverete comunque gustosa quanto noi, di fronte ad un lavoro che il mio amico Antonio ha propriamente definito "monumentale".

... Tutto questo lo scrivevo circa un mese fa, poi è arrivato Osel che ha condiviso con noi il mitico Battiato Pollution Happening del 1973, e l'importanza di quel reperto ha di nuovo chiaramente fermato questo progetto, rendendolo anche incompleto (abbiamo per forza dovuto prescindere nella scelta dei pezzi da queste nuove riscoperte, perchè questo progetto è di parecchi mesi precedente). Ma arrivati alle vacanze, non potevo esimermi dal fare questo post, al quale comunque abbiamo dedicato davvero tanta energia. Tanto per alzare un po' la suspence, vi annuncio che arriverà alla ripresa dei lavori stratosferici un altro ritrovamento d'epoca di Battiato, sempre dai polverosi cassetti che si affacciano direttamente sul passato del nostro amico Osel. Anche in questo caso (vedrete e stupirete) il ritrovamento è un assoluta rarità "First Time On The Web" e contiene un inedito/edito (?) di assoluto pregio. Lo Sperimentali's Karma che qui vi presentiamo, che potrete ascoltare con la massima calma durante la calura agostiana, visto che non ci saranno altri post sulla stratosfera fino a settembre, celebra con tutta la sua pomposità i 2 nuovi importantissimi reperti emersi dall'oscurità dei seventies del Maestro siciliano (e vi si colloca esattamente nel mezzo).


Un ultima avvertenza riguardo a questo progetto: essendo una raccolta, per la maggior parte, di registrazioni live o radiotelevisive, la qualità sonora è forzatamente discontinua, seppur sempre sopra il limite dell'ascoltabilità. Lo stesso dicasi per il bitrate dei vari files: alcuni di essi, purtroppo, erano disponibili solo a 128 kbs, minimo livello di ascoltabilità secondo il sottoscritto. Ma bando alle ciance e andiamo pure a presentarvi il frutto di cotanto lavoro, con un'ultima doverosa precisazione: le splendide cover sono opera del bravissimo Antonio LM.



Sperimentali's Karma 1 - 1973/1974

01 - 1973 Alpe del Vicerè - Introduzione all'Alpe
02 - 1973 Alpe del Vicerè - Improvvisazione all'Alpe
03 - 1973 Cavallermaggiore - Areknames
04 - 1973 Napoli Be-In - Jam Session I
05 - 1973 Padova - Improvvisazioni su Propiedad prohibida e No U Turn
06 - 1974 Pop Meeting - Improvvisazioni su Aries e Clic


Inevitabilmente questo ed il prossimo cd risultano parziali, vista la grossa mole di bootlegs esistenti con le lunghe suites del primo Battiato live, molti dei quali (penso tutti) pubblicati anche qui. Sarà forte dunque il senso di deja-vu, ma non potevamo esimerci, facendo una raccolta dedicata a Battiato sperimentatore, dall'includere brani del primo periodo del nostro. Essi costituiscono infatti l'ossatura di questo progetto: molti dei brani del primo periodo verranno riproposti dall'artista nel corso della sua intera carriera, fino al tripudio sperimentale del Joe Patti's.

Il primo CD si apre con 2 brevi improvvisazioni dal festival di Re Nudo all'Alpe del Vicerè del 1973, che mostrano la perizia di Battiato con le tastiere. Il livello psichedelico è altissimo, come in tutti i primi brani del nostro beniamino. Molto bella la versione di "Areknames" da Cavallermaggiore, con tutta l'aggressività sonora che la caratterizzava nella sua versione originale. Questa è solo la prima apparizione di questa canzone: Battiato la riproporrà nel corso della sua intera carriera, e in questo virtual box è inclusa per ben 9 volte (includendo anche le due "Canzoni chimiche"), con diverse differenze tra le varie versioni, come vedremo. Abbiamo poi inserito la prima "Jam Session" dal Be In Napoli registrata nel 1973, a cui certamente Battiato prese parte: come ricorda il caro amico Antonio LM, di questa peformance esiste anche una traccia giornalistica (su "Ciao 2001" del 1973, in un articolo a firma Fiorella Gentile). Interessantissimo poi il brano intitolato "Improvvisazioni su Propiedad prohibida e No U Turn", da un concerto a Padova sempre del 1973: durante questa lunga e torrenziale improvvisazione di quasi 35 minuti (nella quale è persino difficile rintracciare le tracce dei brani dai quali parte l'esecuzione), precisamente intorno al 19° minuto, Battiato propone una versione ancora in nuce di quello che sarà uno dei più famosi inediti del primo periodo, ovvero quelle "Novena" che presentiamo, all'inizio del secondo cd di questa raccolta, nella sua versione "definitiva" [quel "le pareti del cervello non hanno più finestre", che negli anni 80 sarà il ritornello di "The new frontiers of the nouvelle vague" (da "L'arca di Noè" del 1983), a dimostrazione che il nostro beniamino non rinnega nulla del suo percorso musicale]. Conclude il primo cd un'altra lunga suite, "Improvvisazioni su Aries e Clic", dal Pop Meeting di Torino del 1974. Anche in questo caso, Battiato presenta versioni diverse e stravolte (tanto che si parla di echi) di brani dagli album citati, tanto che in questa sua forma siamo praticamente di fronte a un inedito.


Sperimentali's Karma 1



Sperimentali's Karma 2 - 1975/1979

01 - 1975 Torino - Novena
02 - 1975 Torino - Tema inedito n. 2
03 - 1976 Civitanova Marche - No U Turn
04 - 1976 Civitanova Marche - Improvvisazioni su Sequenze e frequenze e Da oriente a occidente
05 - 1976 Teatro Leoncavallo - Suite parte 2 - battiato
06 - 1979 Milano - Mutazione
07 - 1979 Milano - Areknames


Il secondo cd si apre con la già citata "Novena", forse l'inedito più famoso del primo periodo di Franco Battiato. Quella proposta dal vivo a Torino nel 1975 possiamo chiamarla una versione definitiva di questo lungo brano, davvero suggestivo, che si pone a cavallo, anche come sonorità, tra gli album "Clic" e "M.lle Le Gladiator", subito prima cioè della virata avanguardistica dell'album "Battiato" del 1976. Subito dopo, sempre sulle stesse sonorità, un ulteriore e breve "Tema inedito", spezzato in due da mezzo minuto di silenzio, eseguito sempre durante lo stesso concerto del 1975. A seguire, da un concerto a Civitanova Marche del 1976, una bellissima versione di "No u turn", dove sembrerebbe quasi, viste le differenze con l'originale, che Battiato canti dal vivo anche la prima parte della canzone, quella al contrario (accetto smentite su questo fatto) e una lunga "Improvvisazioni su Sequenze e frequenze e Da Oriente a occidente": anche in questo caso, visto le differenze con i pezzi originali dal terzo album di Battiato, e visto la tendenza in quegli anni all'improvvisazione e a proporre in modo sempre diverso i pezzi (tendenza alla quale il nostro non sfuggiva certo), siamo praticamente di fronte ad un inedito.

La lunghissima "Suite" che segue, di cui presentiamo qui la seconda parte, fu registrata al teatro Leoncavallo di Milano nel 1976 ed è emblematica del cambiamento in atto nell'artista rispetto al periodo più progressive: se "Novena" poteva collocarsi a cavallo tra le sonorità del 1973/74 e quelle meno comunicative di "M.lle le gladiator", in questo caso Battiato si avvicina come sonorità decisamente al secondo lato dell'album appena nominato, dove "(...) i limiti di ogni strumento vengono portati alle estreme conseguenze al punto di sfuggire non solo a qualunque catalogazione commerciale, ma creano addirittura una sorta di barriera concettuale tra questo vinile e tutti i lavori pregressi" (da Classicrock, thank you mister J. John). Chiudono il secondo cd una rara versione live di "Mutazione" e l'immancabile "Areknames", entrambe registrate a Milano nel 1979.


Sperimentali's Karma 2



Sperimentali's Karma 3 - 1980/1984

01 - 1980 Rai uno - Sequenze e frequenze
02 - 1980 Rai Tv - Oltre la nota
03 - 1980 Rai Tv - Il re del mondo
04 - 1980 Rai Tv - Sequenze e frequenze
05 - 1981 Roma - Areknames
06 - 1981 Roma - Aria di rivoluzione
07 - 1981 Roma - Luna indiana
08 - 1981 Roma - Propiedad prohibida
09 - 1981 Torino - Mutazione
10 - 1981 Torino - Areknames
11 - 1982 Bologna - Stranizza d'amuri
12 - 1982 Verona - Areknames
13 - 1984 Concerto telematico (Mister Fantasy) - Propiedad prohibida


Il terzo cd, che abbraccia in pieno il periodo più (apparentemente) "desperimentalizzato" -passatemi il termine- e pop di Franco Battiato (si parla ovviamente dei primi anni 80), si apre con una bellissima versione di "Sequenze e frequenze", all'inizio della quale il nostro, sulla musica del brano, racconta i suoi esordi musicali misti a ricordi dell'infanzia, sino a fonderli con il testo del brano. Particolare e niente affatto casuale l'inserimento di queste memorie all'interno di Sequenze e frequenze, che può essere considerato il primo brano davvero autobografico dell'artista. Il secondo pezzo è una una breve esplorazione vocale definita "Oltre la nota" (penso che il titolo sia esplicativo anche sul tipo di sperimentazione in essa proposto). A seguire, sempre registrate nella stessa occasione del brano precedente, una versione davvero minimale de "Il re del mondo" ed ancora "Sequenze e frequenze", in una versione meno didascalica della precedente.

Arricchisce questo terzo cd un poker d'assi proveniente dalla registrazione del "Patriots Tour" (1981): "Areknames" (tanto per cambiare), la bellissima e poco proposta dal vivo dopo gli anni 70 "Aria di rivoluzione", "Luna indiana" (meraviglioso brano, uno dei miei preferiti in assoluto di Battiato, penso mai più proposto dal vivo) e "Propiedad prohibida", forse pezzo più noto del primo Battiato perchè per anni fu la sigla di Tg2 Dossier sulla Rai TV, a chiudere il quartetto dalla capitale. A seguire, una coppia di brani che fa il paio con gli ultimi 2 del secondo disco, ovvero "Mutazione" ed "Areknames"; in questo caso la provenienza è un concerto a Torino del 1981. Concludono questo torrenziale terzo cd una gioiosa "Areknames" dall'arena di Verona del 1982 e un interessante esperimento del 1984, per la rivoluzionaria trasmissione "Mister fantasy" della Rai: denominato "Concerto telematico", si tratta di una magnifica esecuzione di "Propiedad prohibida" con tutti i musicisti situati in luoghi diversi, ma collegati telematicamente. Una sperimentazione nella sperimentazione, insomma. Anche in questo caso, davvero in anticipo sui tempi il nostro Battiato!


Sperimentali's Karma 3



Sperimentali's Karma 4 - 1985/1999

01 - 1985 I Ritmi del Cuore - Dall'orgasmo cosmico nacquero lo spazio e il tempo
02 - 1985 I Ritmi del Cuore - Cerco un giardino dove morire
 03 - 1988 Milano - Sequenze e frequenze
04 - 1988 Milano - Areknames
05 - 1988 Milano - Aria di rivoluzione
06 - 1990 Rai tre - I persiani frammento coro 1
07 - 1990 Rai tre - I persiani frammento coro 2
08 - 1993 Roma - Live Bayazid Bistami
09 - 1994 Classifica Libri - Contro la musica
10 - 1994 Mediterraneo - Teoria della Sicilia
11 - 1997 Torino - Canzone chimica
12 - 1997 Night Express - Canzone chimica (Battiato Ghezzi Sgalambro)
13 - 1998 Bari - Giorni siciliani (Cavaliere dell'intelletto)
 14 - 1999 Gommalacca tour - La convenzione
15 - 1999 Gommalacca tour - No U turn
16 - 1999 Gommalacca tour - Paranoia


Questo quarto disco, a mio parere, si candida per essere uno dei migliori dell'intera "compilation", visto il numero di inediti e di versioni particolari, se non uniche, che contiene. Con i due magnifici inediti da "I ritmi del cuore" in apertura, siamo decisamente nel campo della musica classica contemporanea, magnifiche le voci liriche e di vero effetto l'impasto sonoro. Molto bella la versione concisa di "Sequenze e frequenze" e quella semi-acustica di "Areknames". Chiude questo terzetto da un concerto a milano del 1998 "Aria di rivoluzione", altro grande pezzo autobiografico da "Sulle corde di Aries", proposto meno frequentemente dei 2 precedenti dal vivo. I due brevi frammenti che seguono provengono dall'opera teatrale omonima, tratta da Eschilo, e sono gli unici spezzoni sopravissuti, purtroppo, dell'intera sonorizzazione de "I persiani", che si articolava in 6 brani, tutti a firma Battiato e Pio. Tra le voci che sentirete, oltre allo stesso Battiato, vi sono quelle, tra gli altri, di Juri Camisasca, Luca Madonia e Mario Venuti. Segue, con la voce del nostro, una brevissima lettura sufi da Bayazid Bistami, davvero di pochi secondi, che introduce altri 2 brani "in prosa": il primo, "Contro la musica" è una lettura apocalittica di Battiato sulla musica, tratta da un saggio omonimo di Sgalambro. Dalla trasmissione Mediterraneo Battiato e Sgalambro enunciano poi la loro "Teoria sulla sicilia".

Molto particolari sono i due pezzi che seguono: "Canzone chimica" altro non è se non la vecchia e cara "Areknames" con in sovrapposizione la voce roce di Sgalambro che enuncia nomi in latino (Bacterium!!!). La prima versione proviene da un concerto a Torino da "L'imboscata Tour" del 1997, mentre la seconda venne registrata lo stesso anno nel corso della trasmissione "Night Express" e vede la partecipazione anche di Enrico Ghezzi. "Giorni Siciliani" è un breve e stupendo estratto da "Il cavaliere dell'intelletto", per due voci liriche (maschile e femminile) e orchestra. Chiude questo ricchissimo quarto disco una fenomenale tripletta, proveniente dal Gommalaca tour del 1999, e più precisamente dalla data di Milano, a cui tra l'altro ero presente. Ricordo che non potevo credere a quello che ascoltavo: a parte una magnifica versione di "No u turn", con Sgalambro che legge una sua composizione nella prima parte del pezzo (quella originalmente registrata al contrario), Battiato ripropose quella sera entrambi i lati del singolo del 1972 "La convenzione/Paranoia", eseguiti dal vivo (e lo sappiamo da poco grazie al nostro amico Osel) solo durante il Battiato Pollution Happening del 1973. Una vera rarità dunque cari amici, e l'introduzione a Paranoia di Battiato è tutta da gustare...


Sperimentali's Karma 4



Sperimentali's Karma 5 - 2004/2014

01 - 2004 BKR (Tv) - Lettura tao
02 - 2005 Milano - Il silenzio del rumore
03 - 2005 Milano - Areknames
04 - 2005 Milano - Impressioni di settembre
05 - 2005 Milano - Meccanica
 06 - 2009 "in theater" - Sequenze e frequenze
07 - 2011 Roma - Scelsi Scelsi
08 - 2013 Bergamo - Incubo della farfalla (Inedito)
09 - 2013 Brindisi - Medley 70
10 - 2014 Milano - Joe Patti's Experimental Group - Experimental Suite
11 - 2014 Milano - Joe Patti's Experimental Group - Proprietà proibita


La suggestiva "Lettura Tao", da un programma televisivo del 2004, ci introduce ad un magnifico quartetto di brani da un concerto a milano del 2005: "Il silenzio del rumore", apparentemente registrata, l'immancabile "Areknames" in una versione tirata, "Impressioni di settembre", splendido e inusuale omaggio di Battiato al prog italiano da "Fleurs 2", proposta qui in modo estremamente fedele all'originale della PFM e "Meccanica", molto rara da trovare in versione live (compare solo 2 volte nel nostro cofanetto virtuale). Proseguiamo con una bella versione di "Sequenze e frequenze" tanto breve, che Battiato avvisa, dopo l'esecuzione, un pubblico ancora in attesa che "è finita!". Quello che segue è un lungo frammento (otto minuti e mezzo) di una composizione di Franco Battiato dedicata a Giacinto Scelsi, musicista e compositore italiano di estrema importanza, sebbene misconosciuto, denominata appunto "scelsi Scelsi" e costruita su temi originali dello stesso Scelsi. “L’incubo della farfalla“ è una composizione per voce recitante, due pianoforti e orchestra, scritta da Franco Battiato su testo di Francesco Ferracin. Quella che qui presentiamo è l'intera composizione di dodici minuti e pensiamo sia da considerare un inedito assoluto.

Nel 2013 Battiato proponeva, nei suoi concerti, un brano denominato "Medley 70", che può essere condiserata una piccola anteprima di quello che sarà il Joe Patti's Experimental Group. Questo brano infatti contiene, condensate in poco meno di 7 minuti, "Sequenze e frequenze", "Aria di rivoluzione", "Probiedad Prohibida". A concludere il nostro "mostruoso" box virtuale, ed un discorso iniziato e mai terminato dell'artista, arriva appunto il recente progetto di Battiato insieme al fido Pino "Pinaxa" Pischetola del Joe Patti's Experimental Group, a dimostrare che nulla si butta nella carriera del nostro e tutto ritorna, anche se rielaborato e sotto nuova forma. Da un concerto del 2014 a Milano ascoltiamo la lunga "Experimental suite", che ripropone sotanzialmente gran parte dell'album in studio; arricchisce questa esibizione "Proprietà proibita", ovvero il quasi omonimo pezzo del 1974 rititolato e riarrangiato per l'occasione. E così, per ora, si chiude il cerchio delle sperimentazioni del pioniere Franco Battiato, con magiche similitudini verso "dove tutto era cominciato". Con la speranza che abbiate gradito, buon ascolto a tutti, mai come in questo caso, se lo vorrete...  Captain & Antonio LM


Sperimentali's Karma 5



Post by Captain & Antonio LM

Si ringrazia, per alcune delle informazioni contenute nel post, il bellissimo sito Orizzonti perduti - Inediti e composizioni perdute di Franco Battiato, curato da Stefano Abul Qasim, vera autorità in argomento



PS - Con questo balenottero su Battiato, e con il commovente ricordo di Donatella Bardi donato da Frank-One, lo staff stratosferico augura a tutti buone vacanze !!! Ci si rivede a settembre, un caloroso abbraccio a tutti voi. 

mercoledì 26 luglio 2017

Le Antologie della Stratosfera Vol 34 - Donatella Bardi - 1974 - “A puddara è un vulcano”… e altre storie

Solo due righe "captainesche" per introdurre un post speciale davvero tutto da leggere, oltre che da ascoltare. A scrivere con il cuore è il nostro grande amico Frank-One, che ci dona una testimonianza unica ed emozionante (ricca anche di retroscena inediti) circa questa talentuosa artista, per molti versi sfortunata, con la quale condivise una profonda amicizia ed una frequentazione di diversi anni. Grazie Francone, sei un grande uomo ;)


Conobbi Donatella Bardi nel 1987, benché il nostro primo incontro fu molti anni prima: era il 1975 o il 1976, e a Quarto Oggiaro (non idilliaco quartiere della periferia milanese) andai a vedere un concerto del quasi esordiente Eugenio Finardi. Una volta dentro mi sedetti vicino ad una bellissima ragazza più grande del sottoscritto, allora quindicenne. Durante un tentativo di sfondamento di un folto numero di giovani, e dopo un assolo del chitarrista, la ragazza mi disse: “Quello è mio fratello”. Sapendo che il chitarrista era Lucio Bardi ne trassi le dovute conseguenze, ma ahimè tutto finì lì. Fu più di 10 anni dopo che accadde l’incredibile: telefonando da una cabina ad una mia amica di nome Donatella, mi rispose una voce che, alla mia domanda: “Pronto, Donatella?”, rispose: “Si, ciao come stai?”. Impiegammo non più di un minuto per capire che avevo sbagliato numero, ma lei invece di chiudere mi disse: “Ma dai, è incredibile! Come è possibile?”, e volle sapere cosa facessi nella vita, se mi piacesse la musica, perché lei, Donatella Piccolo, era cantante lirica. Dissi che sì, la musica mi piaceva, ma non la lirica, e lei di rimando: “Sai, tanti anni fa io cantavo con artisti un po’ di nicchia, un po’ particolari, non credo tu li conosca: Claudio Rocchi, Alberto Camerini, forse conosci Eugenio Finardi”, al che le dissi: “Ma scusa, allora tu sei Donatella Bardi, mi hai detto un altro cognome!”, “Si, perché è il mio nome da sposata, ma sono proprio io”. Questa volta non mi feci scappare questa pazzesca occasione, e cominciammo una frequentazione che durò quasi due anni: mi fece conoscere suo marito Enrico, i suoi tre figli, la meravigliosa mamma Paola, titolare allora di una Galleria d’arte, l’Aleph, in Corso Garibaldi ed il papà Mario, famoso pittore siciliano i quadri del quale trovai in molti angoli dell’isola suddivisi in musei, ristoranti, luoghi d’arte, e che tra l’altro prestò nel recitato in dialetto siciliano presente nel disco di Donatella. L’unico che intravidi poche volte nel loro appartamento di Via Castelvetro fu il fratello Lucio, divenuto nel frattempo quotato turnista, prima con Finardi e Edoardo Bennato, ed in quei giorni in tourneè con Francesco De Gregori.


Fu in quelle frequentazioni che mi raccontò tantissimi aneddoti e dettagli sulla sua precedente esperienza musicale (a proposito, nel corso della telefonata si presentò come cantante lirica in quanto stava prendendo lezioni di canto, in quegli anni, da una famosa insegnante, della quale ahimè non ricordo più il nome…). E così mi raccontò de Il Pacco e degli Anyway Blues (già presenti nella StratoSfera), gruppo quest'ultimo che la accompagnò nel suo unico album; di come il suo primo concerto fu, ancora quindicenne, col suo compagno di allora Alberto Camerini, due chitarre e voci, su una panchina di Via San Simpliciano, zona Brera di Milano; delle sue frequentazioni di concerti e e raduni alternativi di quegli anni: Parco Lambro, Ballabio, Alpe del Vicerè. Quando, in quest’ultimo, il comune tolse la luce, lei improvvisò un concerto alla luce dei fari dei furgoncini con Claudio Fucci, i Come le Foglie, Camerini (evento confermatomi dallo stesso Claudio molti anni dopo, durante un’intervista nella trasmissione From Genesis… di Radio Popolare). Mi mostrò i carteggi degli studi vocali effettuati col grande Demetrio Stratos poco prima della sua scomparsa (se penso che alcuni di questi me li aveva donati ed io… li dimenticai a casa sua in Piazza Tripoli, non riesco a farmene ancora oggi una ragione!).


E fu alla morte di Demetrio che, colta da una forma di depressione, nonché dalla necessità di andare un bel po’ lontano da alcuni problemi che la stavano attanagliando, decise di andare in Brasile, terra natia di Camerini, a disintossicarsi dalle scorie e dai residui dei problemi italici. Ed è proprio mentre era lì che fu contattata da Fariselli, mi sembra, o da qualcun altro dello staff Area, lei che era stata dopo Camerini compagna per lungo tempo di Paolo Tofani, per chiederle se avesse voluto prendere il posto dello scomparso Demetrio negli Area, visto che lei aveva seguito a lungo il maestro anche nei suoi studi. Ebbene, lei rispose di si, purchè venisse dato più spazio dal vivo alla sua produzione rispetto a quella del gruppo milanese. Questa era Donatella, fiera forse oltremisura del suo operato, tanto da rifiutare i contratti dalle major italiche di allora quali Cramps, tanto che preferì comparire con lo pseudonimo di Caramella in alcune sue presenze con artisti di questa casa discografica, della RCA e della EMI. Alla fine firmò nientepopodimeno che con la Elektra, quelli dei Doors e dei Queen per intenderci.



Tornando alla relazione con gli Area, poichè chiaramente la proposta di Donatella era inaccettabile da parte loro, o per lo meno da quanto ne rimaneva dopo lo scomparsa di Demetrio e l’abbandono in favore della filosofia Hare Krisna di Tofani, non se ne fece più nulla, e Donatella tornò mesi dopo col desiderio di rientrare nei circuiti abbandonati con la sua partenza. Ma a quel punto, con la new wave ed il punk dilaganti, i cantautori abbastanza alla corda ed il finire del periodo progressive, la cosa non era facile, da qui i suoi tentativi di rigenerarsi in una veste lirica. Vorrei qui sottolineare che quanto da me descritto sui contatti con gli Area, mi fu da lei raccontato personalmente, ma non ho mai avuto occasione di averne una conferma da alcuno degli interessati, insomma va preso come un "ipse dixit".



Donatella era nata a Torino nel 1954, benché nel Dizionario della canzone italiana Curcio Editore vi sia scritto: “Donatella Bardi: Cantautrice singolare e interessante che non è riuscita a concretare il suo potenziale. Nata in Sicilia, si trasferisce presto a Milano, dove entra in contatto con il cantautore Claudio Rocchi, che ne influenza parzialmente lo stile, e con altri esponenti della scena pop lombarda degli anni 70, come Eugenio Finardi e Alberto Camerini. (Aggiungo io che frequentò il Liceo Classico Beccaria dal quale uscirono lo stesso Camerini, gli Stormy Six, Enrico Nascimbeni, e nel quale insegnò qualche anno dopo, quando lo frequentai io, Roberto Vecchioni. ndr). L’unica testimonianza su disco è A puddara è un vulcano, tentativo di allontanare le influenze esterne che ne stavano minando l’originalità e di mettersi alla ricerca delle proprie radici. Degna di nota è la partecipazione al sottovalutato disco di Nino tristano, Suonate suonatori, tra i primi esempi di contaminazione tra musica popolare tradizionale e influenze rock”. La firma delle note è M.C., che nella didascalia iniziale dell’opera dovrebbe essere Massimo Cotto. Per quanto riguarda il citato "Suonate Suonatori" avevo già scritto, nei commenti alla sua pubblicazione sulla StratoSfera, che Donatella mi raccontò che avrebbe voluto essere una sorta di Nuova Compagnia di Canto Popolare settentrionale, diciamo sui generis, con un ensemble incredibile di giovani musicisti, cito qua e là: Alberto Camerini, Eugenio Finardi, Gigi Belloni (il Pacco), Dario Guidotti della Treves Blues Band, Cacao e soprattutto dei Jumbo, così come Daniele Bianchini e Ezio Malgrati, Lucio di Crema, che altri non è che Lucio Fabbri, allora spesso definito anche Lucio Cremino Fabbri.




Donatella è sempre stata sottovalutata dai critici musicali dell’epoca, o meglio tutti ne riconoscevano le meravigliose capacità canore/vocali, tanto da apparire in molti album di cantautori e gruppi di quegli anni non da semplice corista o seconda voce, ma quasi voce solista, come in Chiaro di Loy & Altomare, dove 6 brani su 8 la vedono protagonista col suo indispensabile e fondamentale apporto. Eppure Angiolini e Gentile nel 1977 in Note di pop italiano ed. Gammalibri scrivono: “Amabile e dolce, la Bardi ha dipinto per anni a Milano le sue canzoni con chitarra, tutte soffici e concilianti anche negli “anni caldi”, al seguito del carrozzone di Re Nudo, ha dispensato con monotonia ma sempre con delicatezza, incertezza, riflessioni e messaggi d’amore. Poi dopo una crisi mistica e personale che l’hanno condotta per un paio d’anni in una comune siciliana (nella quale sono state scattate le foto nelle quali compare lei con Alberto Camerini donatemi dall’amico fraterno Fabio
Treves e qui presenti ndr), ha inciso il suo primo disco e per ora ultimo album, A puddara è un vulcano. Dopodiché sembra aver chiuso l’attività: spezzato il sogno freak e uscita malamente da un brutto miscuglio di pillole, la Bardi si guarda intorno e non canta né suona”.


 


















Ed un paio di anni dopo il solo Enzo Gentile in Guida critica ai cantautori italiani, sempre ed. Gammalibri rincara la dose: “Tra i ricordi lontani che si rincorrono, in pieno tema “revival”, non sfugge la figura di Donatella Bardi, presente come attivista nel “movement” musicale alternativo dei primi anni 70, in un circuito che faceva riferimento agli strattoni organizzativi di Re Nudo. Chiamata a cospargere di dolcezza e di amore le platee e i primi festival ruspanti, fece subito un ottimo effetto sui “freak” nostrani, che ritrovavano in lei garanzie di dolcezza e di tenerezza, in evidente simbiosi con la West Coast. Suono acustico, ballate esili e delicate come il suo sguardo, la Bardi fu ospite di alcune incisioni del primo Claudio Rocchi, venendo ribattezzata da qualche buontempone “Jony Mitchell dei poveri”. Il contratto discografico da solista arrivò come sempre troppo tardi, quando ormai la vena e la volontà erano sbollite a favore di un disimpegno e di una discrezione abbastanza diffuse con il rifluire dell’intero circuito, nato sull’improvvisazione, sulle speranze e a corto di ossigeno, energie e mezzi materiali. La WEA le ha dato ospitalità per un album A puddara è un vulcano, edito nel 75 senza troppa convinzione da parte di tutti; carino e dispensatore di una simpatia epidermica, il disco resta isolato e senza seguito. Alle prese poco tempo dopo con una grave intossicazione a base di brutti e poco chiari intrugli di pillole, la Bardi si astrae dalle scene: un’etichetta milanese attende da un paio di anni del suo materiale da pubblicare, ma invano. Negli ultimi mesi del 79 si ritorna a parlare di lei tra addetti ai lavori, canticchia un po’ a fianco di Enrico Nascimbeni e forse la cosa avrà seguito.” 

 

L’unico libro che di Donatella non ha un occhio, o meglio un orecchio così aspro e critico, è quello edito dalla redazione di Gong: “TOP MUSIC 77Arcana editrice; “A puddara è un vulcano (Elektra 1976) è il disco fuga della giovane cantautrice che a un viaggio in India ha preferito la Sicilia a “cercar radici e a lavar la testa”. Figlia assieme ai Rocchi, ai Finardi e ai Camerini della Milano pop borghese anni ’60, cerca a fil di voce di superare la crisi e la fuga proponendo sé stessa, la sua storia, badando a non somigliare a nessuno. Nelle sue canzoni c’è l’aria delle feste di Re Nudo a Ballabio, all’Alpe del Vicerè/Monterey, anche se l’odore freak viene rigettato per una più consapevole coscienza nell’affrontare i problemi. Disco – fuga, pieno di contraddizioni, ma caldo, adatto ad orecchie poco esigenti e tuttavia testimonianza di una delle più belle e sprecate voci di casa nostra”.



Insomma non è facile inquadrare Donatella nel filone dell’epoca: sui libri di prog non compare, tanto che persino il Maestro Augusto Croce l’ha inserita solo negli ultimi anni, e probabilmente non a torto, nel suo ItalianProg. Ma anche i manuali sui cantautori tendono a dimenticarsene. Nel suo Dizionario dei cantautori edizione Garzanti, Giangilberto Monti non la cita affatto. Da me chiestone il motivo via mail, mi rispondeva che un libro simile non poteva comprendere tutti, ma solo i principali… ecc, negando di fatto l’importanza che Donatella ebbe in quegli anni. Ed invece come ricordò Claudio Fucci nel 2010, in occasione della presentazione della ristampa in cd del suo unico lavoro: “(...) di Donatella non potevi non innamorarti, non potevi non volerle bene. Lei è stata la voce femminile del Movimento di quegli anni (...)”. Ricordo l’emozione del mio incontro, dopo tanti anni, col fratello Lucio, che in realtà di me inizialmente non si ricordava, e la riproposizione di quasi l’intero album con l’intera line up originale. Unico neo, la voce era quella di Claudio, questo perché nel frattempo, nel Dicembre 1999, Donatella ci ha lasciato improvvisamente a causa di un’emorragia cerebrale a soli 45 anni (Rockol).


  Come sempre accade, Donatella è molto più apprezzata ora che non c’è più, che durante la sua non facile vita. Ho trovato toccante la biografia e la recensione presenti in John’s ClassicRock, dove si parla anche dei singoli brani e della storia sia di Donatella che dell’album. Un articolo, come di consueto, molto preciso e puntuale, ed al quale vi rimando (grazie mille a John Martin).

 .
Come potrete vedere, all’album A puddara è un vulcano ho aggiunto una raccolta di brani usciti in lavori di altri artisti ma nei quali la presenza di Donatella è stata fondamentale con la sua voce. I 6 brani dell’album Suonate suonatori, già prima citato, di Nino Tristano del 1972 si possono già trovare sulla StratoSfera, e sono quelli dove la voce di una giovanissima Donatella lascia la sua impronta in modo particolare. Per completezza abbiamo incluso anche quelli in una cartella a parte, anch'essa tra i link a fondo post.

Passndo alle colaborazioni "eccellenti" di Donatella, partiamo con Volo Magico n.1 dall’album omonimo di Claudio Rocchi del 1971. A seguire il brano n. 2 Incoscienza, per me fulmine a ciel sereno in quanto sicuro di essere già in possesso dell’intera opera discografica di Donatella. E’ un’incisione presente nel cd allegato al libro Re Nudo Pop & altri Festival, di Matteo Guarnaccia edito per Volo Libero Edizione. E a proposito di Volo Libero Edizioni, qua devono cominciare i miei ringraziamenti, in quanto è grazie anche al titolare Claudio Fucci che è stata possibile la pubblicazione dell’unico lavoro della Bardi, ed è per questo che come segno di riconoscenza vi pregherei almeno di visitare il suo interessantissimo sito, troverete pubblicazioni veramente magnifiche. Ma tornando ad Incoscienza, è questo un brano del gruppo milanese Come le Foglie, presente nel loro lavoro AliAnte uscito qualche anno fa per BTF/AMS edizioni appunto Volo Libero, nonchè nelle varie raccolte precedenti riguardanti questo gruppo. Qui è presente una versione registrata a Catania dalla sola Donatella Bardi accompagnandosi alla chitarra nell’ambito di un Festival Pop. Sicuramente si trattava di una cassetta che ha purtroppo manifestato nella resa il famigerato effetto spira, ma rimane pur sempre un documento eccezionale.

Il brano n. 3 è Bambulè dall’album Gelato metropolitano di Alberto Camerini del 1977, dove Donatella dona la voce in una canzone del suo allora compagno, benché per motivi contrattuali non fosse potuta apparire con nome e cognome, usando lo pseudonimo di Caramella. Il brano n. 4 è Senza senso, presente nell’album Dr. Jekyll Mr. Hyde del 1973 dell’Equipe 84, dove all’interno, nelle note, si legge: “voce di Senza senso : dolce Donatella” I brani dal 5 al 10 inclusi sono presenti nell’album Chiaro di Loy & Altomare del 1974, dove non avrebbe affatto scandalizzato se Donatella fosse stata aggiunta come terza artefice del disco, date le numerose tracce e l’importanza della sua presenza nelle stesse. Il brano n. 11 Grande (e)vento oggi in Toscana nell’album Non ce n’è per nessuno di Claudio Rocchi del 1979. Qui Donatella mi raccontò che Rocchi dopo la registrazione in studio le disse: “Brava, la tua voce è ancora okay” accompagnando il tutto con un eloquente gesto. Nel brano n. 12 La clef des songes di Enrico Nascimbeni, dall’album Verso il mare, Donatella canta nella parte iniziale. Ricordate? Già sopra si parlava di questa collaborazione col cantautore milanese, ed infatti nel disco compaiono altri 2 brani alla cui composizione Donatella ha avuto parte attiva : Nenusa e Parigi (un’assenza), nei quali però non canta.



Il brano n. 13 Proviamo un po’ a scioglierci mi riempì di emozione quando lo trovai nell’album Claudio Rocchi del cantautore milanese del 1998. Mi fece sperare che come l’ormai ex Hare Krisna era tornato a produrre musica, lo stesso potesse accadere per Donatella, che tra l’altro sapevo nel frattempo essersi dedicata al teatro e alla regia. Ahimè non fu così. Anni dopo chiesi a Fabio Treves se avesse incontrato Donatella nella registrazione del brano in questione, che vedeva anche la sua presenza, per sapere come l’avesse trovata, poiché erano più di 10 anni che non avevo avuto sue notizie. Fabio purtroppo non la ricorda, tanto da indurmi a credere che la registrazione sia stata fatta in tempi e momenti diversi, per poi riversare il tutto in un unico prodotto finale. Ed infine cari amici vi lascio con un regalo che ha fatto luccicare gli occhi del fratello di Donatella, Lucio Bardi, quando gliene ho fatto dono: si tratta di un’incisione artigianale che vede lo stesso Lucio alla tastiera e Donatella che canta Over the rainbow di Gershwin da par suo.

Molte altre sono state le partecipazioni in altri album e altri gruppi, da Simon Luca e l’Enorme Maria (Per proteggere l’enorme Maria), a Eugenio Finardi in Diesel, a Claudio Rocchi Sulla soglia del 1998, ma il suo intervento è stato solo coristico, come nel brano Tutto passa Volo magico n. 3 sempre dall’album Claudio Rocchi già citato. Donatella mi disse di aver preso parte anche al 45 giri del gruppo 451 Ho in mente te / New wave Rho, pubblicato dalla Italian Record nel 1980, ma una volta riuscito a procurarmelo non ho avuto modo di riscontrare alcuna voce femminile se non nei cori. A mio sapere una sola è la partecipazione di Donatella non in mio possesso: mi raccontò di avere preso parte ad un disco di Enrico Rava, ma le mie ricerche non hanno mai portato ad alcun risultato, nonostante avessi negli anni chiesto ad esperti di jazz del calibro di Battistella di Black Saints o Marcello Lorray titolare della trasmissione Jazz Anthology a Radio Popolare.

Io qua mi fermo, ma prima altri doverosi ringraziamenti:
 a Claudio Fucci e alla Volo libero edizioni come precedentemente già argomentato. Al fraterno amico e a voi già ben noto Matthias Scheller, titolare di BTF/AMS, che come sempre nulla ha opposto alla pubblicazione di un lavoro del quale detiene i diritti, da qui la mia preghiera come minimo segno di ringraziamento a visitare il suo magnifico sito. Al blues brother Fabio Treves che negli anni mi ha regalato molte foto di Donatella, da sola e con Camerini, una delle quali compare anche nella ristampa del cd, del quale vi fornisco anche copia del libretto interno con tutti gli interventi dedicati al ricordo di Donatella, da parte dei musicisti dell’album e di Alberto Camerini suo storico compagno, come da lui spesso ricordato anche nel concerto La Notte delle chitarre Parco Lambro e dintorni, registrato nell’auditorium Demetrio Stratos di Radio Popolare e già presente sulla StratoSfera. Ed infine un ricordo pieno di commozione ed affetto per quella meravigliosa creatura che troppo presto ci ha lasciati: Ciao Tella, sei sempre nel mio cuore.
Frank - One (ma questa volta anche Ubaldo)

 

Link A Puddara
Link Collaborazioni
Link Tristano

 

Post by Frank-One with Captain's help

lunedì 24 luglio 2017

Serie "Historic prog bands live in Italy" - Capitolo 31 - Curved Air Italian Tour 1972 (soundboard)

FIRST TIME ON THE WEB


TRACKLIST:

01. Marie Antoinette (da "Phantasmagoria" 1972)
02. Young Mother (da "Second Album" 1971)
03. Melinda (More or Less) (da "Phantasmagoria" 1972)
04. Phantasmagoria (da "Phantasmagoria" 1972)
05. Back Street Luv (da "Second Album" 1971)
06. Propositions (da "Air Conditoning" 1970)
07. Stretch (da "Air Conditoning" 1970)
08. Vivaldi (da "Air Conditoning" 1970)


LINE UP

Sonja Kristina – vocals
Francis Monkman – keyboards, guitar
Florian Pilkington-Miksa – drums
Darryl Way – violin, keyboards, backing vocals
Mike Wedgwood – bass guitar, vocals, guitar


Ancora una volta dagli archivi di Marco Osel esce un eccezionale concerto, mai apparso prima d'ora sul web. Si tratta di "un nastro misterioso", come lo ha definito lo stesso Osel, proveniente dal primo tour italiano dei Curved Air targato 1972, omaggio di un tecnico del suono dei Curved allo stesso Osel. La cassetta era priva delle indicazioni del luogo e della data e nemmeno il generoso tecnico ricordava esattamente in quale tappa italiana lo avesse registrato. Peraltro trattasi di un soundboard di buona qualità. 


Le informazioni su questo tour provengono da "Ciao 2001" del 9 aprile e  del 4 giugno 1972, nonché dallo stesso Osel che assistette al concerto dei Curved a Reggio Emilia. "Ciao 2001" dedicò al tour la copertina e un lungo articolo interno. Ho anche riportato il riquadro dove vennero indicate le date e le località. Strano come il tour gigs dei Curved Air, che ho consultato attentamente, ignori completamente i due tour italiani del 1972 e 1973. Peraltro la tappa di Reggio, in cui era presente Osel, non viene citata nel sottostante riquadro. Ma non mi stupisco più di tanto: all'epoca regnava una grande confusione nell'organizzazione di questi tour (vedi Gentle Giant). Quindi, verosimilmente, il concerto qui proposto lo possiamo riferire ad una delle date sotto indicate. Il tour si svolse dal 26 maggio al 3 giugno. Secondo altre fonti dall'11 al 20 maggio. Prendiamola così. In ogni caso la mancata indicazione della location è solo un peccato veniale, data la rarità e la qualità della registrazione. Un particolare di tutto riguardo riguarda l'opening act. In alcune date l'apripista fu nientemeno che il Banco del Mutuo Soccorso, epoca "Salvadanaio". 


Ancora un ricordo di Osel sul concerto di Reggio Emilia: "sul finale i Curved Air fecero scoppiare dei fuochi d'artificio sulle casse e dovettero intervenire i roadie con gli estintori visto che una di queste stava prendendo fuoco... che concerto!". Il Banco del Mutuo Soccorso fu l'opening act.  Ecco il ricordo: "anche se il Banco li aveva messi in ombra, i Curved avevano suonato divinamente lasciandoci senza parole. Il disco non era uscito e nessuno li conosceva. Ci fu una infinita standing ovation. Francesco mi disse che nacque un'amicizia col bassista dei Curved tant'é che rimasero in contatto fino a pochi anni fa"


I Curved Air, pionieri del progressive inglese, di cui non vi sto a tediare con la loro lunga biografia (ricordo solo che sono ancora in piena attività), nel 1972 avevano da poco pubblicato il loro terzo album, "Phantasmagoria", uno dei più grandi dischi della storia del prog. Il concerto qui proposto ne contiene alcuni episodi. Le altre tracce provengono dai due album precedenti (vedere indicazioni nella tracklist). Gran finale con Vivaldi in una versione di quasi 15 minuti. Inutile sottolineare la maestria e i virtuosismi di Monkman, Way & Co. Sonja Kristina è come sempre inarrivabile con la sua splendida voce e, con un po' di immaginazione, con la sua presenza scenica.
Gustatelo dalla prima all'ultima nota.
Buon ascolto.





Post by George - Music by Osel


sabato 22 luglio 2017

Aldo Tagliapietra: a couple of rarities - Radio Londra Live (1992) & Il Viaggio (2008)


Ecco arrivare una bella doppietta dedicata ad Aldo Tagliapietra, impareggiabile ed inimitabile cantante/bassista/chitarrista de Le Orme, Tagliapietra, dopo l'uscita dal gruppo madre, ha inciso una serie di album, mediamente apprezzabili, anche se non tutti di alta levatura. Personalmente non mi sono dispiaciuti i due "Unplugged" del 2011, anche perché densi di omaggi a Le Orme e, soprattutto "Nella pietra e nel vento" del 2012, con forti richiami alle vecchie sonorità del prog. Due album sono invece poco conosciuti (uno introvabile) e sono loro il main dish di questo post. Il primo l'ho riscoperto da poco, "ravanando"  nei miei archivi. Non oso definirlo raro, direi piuttosto poco diffuso. Il secondo, invece, guarda caso, esce dagli archivi dell'amico Osel, ed è una autentica rarità, considerato che è stato stampato in tiratura limitata ed è oramai fuori catalogo. Terminata questa breve introduzione passiamo alla musica.

From George archives:
Aldo Tagliapietra - Radio Londra live (1992)


TRACKLIST:

01- Nella notte
02- Dolce Vukovar
03- Vieni a Marghera
04- A piedi scalzi
05- La Star
06- Ma Dio ritornerà
07- Solo memoria
08- Montmartre
09- Come un vecchio indiano
10- Sogni in bianco e nero
11- Camminerò


MUSICISTI

Aldo Tagliapietra - voce e basso
Michele Bon - tastiere e organo Hammond
Andrea Vio - chitarra
Gianni Fantuz - batteria
Claudio Zambenedetti - sax
Betty Sfriso, Mara Bartoletto, Roberto Paolini - voce


Il titolo potrebbe essere fuorviante. Niente studi londinesi, bensì un locale di Este (nei pressi di Padova) che si chiama "Radio Londra". Le registrazioni vennero effettuate il 19 e 20 marzo 1992. Il CD  e il vinile vennero pubblicati nello stesso anno dall'etichetta Electromantic Music.  Tagliapietra, accompagnato da un'ottima band nella quale spicca l'amico Michele Bon alle tastiere, propone alcuni brani tratti dall'album "Nella notte" del 1984 (pochi) insieme ad una bella serie di inediti. Tra questi Dolce Vukovar, in ricordo della cittadina distrutta agli inizi del conflitto nella ex Jugoslavia, Ma Dio ritornerà, Come un vecchio indiano, Vieni a Marghera.  Nessun tributo a Le Orme. Qualche copia del CD si trova ancora nei negozi on line, ma poca roba.

From Osel archives:
Aldo Tagliapietra - Il viaggio (2008)


TRACKLIST:

01. Il viaggio   3:47
02. L'ultimo universo   3:22
03. Canto silenzioso   5:10
04. Angeli in fuga   4:43
05. Il suono della notte   3:17
06. Ho sete   4:15
07. La città santa   4:20
08. Dhanyawad   2:56
09. Questo mondo   4:05
10. La ruota del tempo   3:33


Il CD "Il viaggio", inciso da Aldo nel 2008 (l'anno del Live in Pennsylvania con Le Orme), è incluso in un cofanetto pubblicato a tiratura limitata. Ho letto sulla solita Wikipedia che ne esistono solamente 1074 copie, di cui 999 numerate in numeri arabi e 75 numerate in numeri romani, autografate dallo stesso Tagliapietra. Attualmente è fuori commercio. I CD sono stati infatti destinati alla critica, ai collaboratori e agli amici di Aldo Tagliapietra. Il cofanetto contiene un ricco libretto autobiografico corredato da numerose fotografie. L'album, dedicato al padre di Aldo, contiene undici tracce ispirate agli avvenimenti ed ai ricordi che il musicista ha vissuto in India nel 1998 anche con Le Orme. In effetti il sitar è lo strumento dominante in tutti i brani, molto intimisti e sostenuti dalla sempre splendida voce di Tagliapietra. Autentica rarità. Grazie del regalo, Osel.
A questo punto: buon ascolto!


Link Radio Londra live
Link Il viaggio
 
Post by George - Music by George & Osel
(4 hands are better than 2)